ESCLUSIVA | Eolico: operazione Amaro Pargo, in manette il commando del kalashnikov

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TRANI – Un commando di quattro persone finito all’interno di un’operazione più vasta condotta dai carabinieri e dalla Procura di Trani.

Sono loro – gli inquirenti non hanno dubbi – gli autori di alcuni degli attentati contro insediamenti eolici o infrastrutture connesse che tra il 2009 e il novembre 2015, con un picco negli ultimi quattro mesi, hanno creato un vero e proprio allarme sociale.

I quattro farebbero parte di una banda composta da dieci persone, tutte finite in manette, originarie del foggiano e della parte settentrionale del barese. E la risposta delle istituzioni, a quanto pare, sembra destinata a non sfumare. L’operazione Amaro Pargo, condotta dai carabinieri e dalla Procura di Trani, ha portato a sgominare l’intera banda, dedita ad attività di vario genere, tra cui in particolare assalto ai portavalori ed estorsione in danno di società eoliche. Le dieci ordinanze di custodia cautelare – sei in carcere e quattro ai domiciliari – sono state emesse nei confronti di soggetti accusati, a vario titolo, di rapina aggravata, ricettazione, riciclaggio, detenzione e porto abusivo di arma da guerra e comune da sparo.

Attentato alla sottostazione Enel a Calaggio - Lacedonia
Attentato alla sottostazione Enel a Calaggio – Lacedonia

Quanto degli attentati che hanno coinvolto e sconvolto il territorio altirpino, le indagini degli inquirenti pugliesi si sono avvalse della preziosa attività dei Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Avellino, e hanno portato all’individuazione e all’arresto di un gruppo di quattro malviventi: Donato Mariano Leone, Michele Sciannamea, Nunzio Sciannamea e Vito Michele Leone. A questi si aggiunge un quinto nome, quello del 56enne Nicola Parzanese, originario di Montecalvo Irpino, indagato a piede libero. Non solo, perché le indagini avrebbero in certi casi acclarato anche un legame con il clan Pagnozzi, di San Martino Valle Caudina. Obiettivo della criminalità era quello di penetrare negli affari economici legati ai remunerativi lavori di movimento terra, che rappresentano lo step iniziale nella realizzazione di un insediamento eolico.

Gli arresti dell'operazione Amaro Pargo
Gli arresti dell’operazione Amaro Pargo

Proprio in questo settore, stando alle deduzioni degli investigatori, vi sarebbe il più alto numero di ditte facenti capo a gruppi criminali del foggiano e del Nord Barese. Le indagini dei carabinieri irpini si sono soffermate in particolare su alcuni degli episodi criminosi: su tutti, quello eseguito con armi da fuoco automatiche, molto probabilmente dei kalashnikov: le immagini delle telecamere di vigilanza poste sulle torri eoliche mostrano distintamente due attentatori mentre scaricano proiettili contro le strutture. Numerosi bossoli calibro 7,62 sono stati poi ritrovati nelle immediate vicinanze della torre presa di mira. Già a suo tempo, grazie ad alcuni significativi dettagli, fu possibile indirizzare le attenzioni verso un non meglio identificato ambiente della malavita pugliese, come alcuni mesi fa il Prefetto di Avellino Carlo Sessa confermò proprio a noi de Lanostravoce.info. Le indagini realizzate poi dalla Procura e dai Carabinieri di Trani hanno permesso di incrociare i dati e chiarire meglio il ruolo del commando.