“Tempistica sospetta”: conferenze di servizio il giorno prima della legge, è polemica ad Aquilonia

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AQUILONIA – I comitati ambientalisti contro il Comune di Aquilonia, e neanche a dirlo la ragione è l’eolico.

L’accusa da parte del coordinamento dei comitati nei confronti dell’amministrazione comunale riguarda la convocazione “in tempi sospetti” di nove conferenze di servizio, una per ciascuna torre di minieolico. La tempistica risulta sospetta perché la convocazione è giunta il giorno precedente l’entrata in vigore della Legge di Bilancio regionale contenente l’emendamento Iannace-Bonavitacola sulla moratoria contro l’eolico e il minieolico.

Sul banco degli imputati, a dire del coordinamento di comitati, il Comune di Aquilonia, e nella fattispecie l’Ufficio tecnico comunale e il suo capo, l’ingegnere Giuseppe Calabrese: è lui ad aver firmato la convocazione dello scorso 5 aprile (la pubblicazione della legge sul Burc è avvenuta il 6 aprile). Le conferenze di servizi avevano infatti ad oggetto la realizzazione di nove insediamenti di minieolico, ciascuno costituito da una macchina della potenza di 0,6 Mw, in località Accinta, uno dei punti più alti del territorio aquiloniese e molto vicino al centro del paese.

Ma perché questa formula di una macchina per ogni progetto? Il progetto originario, della D’Agostino Costruzioni Generali, fu bocciato dalla Provincia di Avellino (quando la competenza era in capo a Palazzo Caracciolo). Per evitare le paludi burocratiche regionali ma diventare di competenza comunale, è stato “spacchettato”. Dunque, allo stato attuale, ogni progetto è costituito di una sole torre. Come è noto, la competenza per quanto riguarda il minieolico è comunale, e ciò è bastato per scatenare i sospetti e le proteste del coordinamento dei comitati. “Dopo tanta fatica – afferma Enzo Tenore, del comitato Tutela del paesaggio dell’Alta Irpinia – siamo riusciti ad ottenere l’obiettivo non solo della moratoria, ma anche quello di dotare le amministrazioni degli strumenti di interdizione. Ma a cosa serve, se non li utilizzano? Affermano di non avere potere, esattamente come quando l’emendamento non esisteva”.

“Si tratta della parte conclusiva di un iter già avviato nel 2014 – fanno sapere fonti dell’amministrazione -: la verità è che qualcuno immaginava di speculare politicamente sulla convocazione di questa conferenza di servizi. Si tratta di un passaggio di questo iter, nel quale il Comune porterà la propria posizione che è aderente alla nuova legge entrata in vigore e che è molto chiara: per 180 giorni stop a nuove autorizzazioni. Ma le procedure vanno avanti, non si fermano. Con esiti negativi o positivi che siano, ma il processo amministrativo va avanti”.

Una veduta di Aquilonia
Una veduta di Aquilonia (Ph.: Antonello Pignatiello)

Ma il coordinamento dei comitati contesta questa analisi. “Non abbiamo certezza che il procedimento messo in campo dal Comune scongiuri le installazioni – dice ancora Tenore -e che non riprenderà al termine dei 180 giorni di moratoria. Oltretutto, se questo progetto non fosse stato portato in conferenza di servizi, allo scadere del centottantesimo giorno, redatto il Pear, l’insediamento non sarebbe stato realizzato, dal momento che insiste su area Sic. Ora sarebbe bello sentire come si comporterà il sindaco Giancarlo De Vito, sapere se ha contattato un legale per difendere il Comune. E’ paradossale che anche ora, a moratoria ottenuta e in attesa del Pear, la difesa del territorio venga demandata ai comitati”.

Domani, intanto, dalle ore 9:00 è prevista una maratona di conferenze di servizio: nove, appunto. “Porteremo le obiezioni dei comitati”, fa sapere Tenore, che anticipa la riunione del coordinamento in vista proprio di questo passaggio amministrativo. “Nonostante si tratti ufficialmente di nove parchi, io continuo provocatoriamente a chiamarlo insediamento eolico”.