“Irpinia, mon amour”, il male di vivere nella pellicola di Federico Di Cicilia

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di Francesco Aufiero

MIRABELLA ECLANO – E’ stato il Multisala Carmen di Mirabella Eclano a tenere a battesimo il film “Irpinia, mon amour”, del regista Federico Di Cicilia, originario di Villamaina.

Si tratta di un film a episodi che affronta il dramma della precarietà e della disoccupazione, oltre che del triste record di suicidi nella nostra provincia. I protagonisti sono due giovani, attori non professionisti, che cercano un posto dove mettere fine alla loro vita. Un loro amico ha smesso di credere nella politica, forse perché suo fratello è morto militare in Afghanistan, lasciando un figlio piccolo.

Gli episodi che compongono la pellicola sono legati dal filo dell’eterno dilemma dell’uomo che nasce al Sud, della sua impossibilità di esprimersi intellettualmente e realizzarsi economicamente senza essere costretti a compromessi. Viene proposto il disfacimento sociale e culturale di un popolo che, dalla tragedia del terremoto, è alla ricerca di un’identità. Il deserto mentale e culturale della vita quotidiana delle zone interne dell’Irpinia viene appaiata al deserto silenzioso e pericoloso dell’Afghanistan.

Irpinia mon amour