LACEDONIA ’16 | -33. Elemento aggregante da un lato, distruttore dall’altro: Palladino e le novità nelle alleanze

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LACEDONIA – Una mossa che può sparigliare le carte in questi ultimi, infuocati e decisivi giorni prima della presentazione delle liste.

L’accettazione (leggi qui) da parte dell’ex primo cittadino Gerardo Palladino della candidatura a sindaco – proposta avanzatagli dal comitato No Alta Tensione -, potrebbe andare davvero a sconvolgere quegli equilibri che si pensava si fossero creati.

Innanzitutto, il Pd. Che ufficialmente appoggia la candidatura di Antonio Di Conza. Ma che, è patetico negarlo, vive degli sconquassi interni evidenziati dalle assenze (che si fanno notare più delle presenze) all’assemblea pubblica tenuta lo scorso sabato proprio da Di Conza e da Libera-Azione, il movimento nato in suo appoggio. Bene, la presenza di Palladino (che oggi abbiamo provato a contattare due volte, invano) potrebbe fungere da elemento aggregante: in primis, per l’ala sinistra di Partito democratico a cui probabilmente la candidatura dell’assessore uscente è sempre andata di traverso e che vede la “pericolosa ombra” del sindaco Rizzi alle sue spalle.

Questa frangia frondista del Pd potrebbe ora avvicinarsi ai movimentisti di sinistra, che a loro volta, proprio per la candidatura di colui che ha ricoperto la carica di sindaco dal 2001 al 2006, si sono fidanzati nuovamente con il comitato No Alta Tensione. Un balletto che esclude l’associazione “Ci Siamo…”, con la quale lo stesso Palladino pare aver avuto un colloquio. Così come un colloquio c’è stato con lo stesso Di Conza, al quale Palladino avrebbe confermato stima personale ma suggerito di prendere le distanze dai cosiddetti “pupari” per cercare un accordo. L’assessore gli avrebbe replicato in amniera anche piuttosto piccata, smentendo categoricamente qualsiasi “indirizzo superiore”, e invitandolo a portare i suoi all’interno di quella che sarebbe una sorta di grosse koalition.

Proprio in virtù della frantumazione in vista all’interno del Pd, sindaci e ed ex sindaci potrebbero cominciare a “cautelarsi” (e qualcosa ci fa credere che già possano averlo fatto) tirando dentro al movimento che sostiene Di Conza l’associazione “Ci Siamo…”, che ruota intorno alla figura di Mario Megliola. E chissà, un’operazione del genere potrebbe prefigurare uno scenario: potrebbe cioè indurre Antonio Di Conza a gettare la spugna, vedendo il suo progetto originario estremamente modificato dal corso degli eventi e dalle conseguenze di accordi e alleanze da ambo i lati.