LACEDONIA ’16 | -32. “Ci Siamo” non esclude un’alleanza: Ma possiamo decidere chi far perdere

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LACEDONIA – La pioggia concede una tregua nel pomeriggio, e Lacedonia si riversa in strada a “fa r cufecchij”.

Dovunque, capannelli di persone che sembra di stare in una foto di Cancian. Un capolista spunta di qua, il suo avversario dal lato opposto. Il circolo del Partito democratico è aperto, e già questa da sola potrebbe essere una notizia. Lo scoop vero, però, è che all’ingresso del Pd c’è addirittura il sindaco. Sul serio, in campagna elettorale ti può capitare di vedere cose dell’altro mondo.

Nel frattempo, proseguono le trattative per liste e alleanze. Antonello Pignatiello, attraverso Fb, ufficializza il movimento Oltre (acronimo di Organizzazione, Lavoro, Territorio, Recupero, Energia), con tanto di foto contro i “signori dell’eolico”. Il riferimento è a Lic, e ciò lascia escludere, a rigor di logica, un nuovo avvicinamento. Lo scatto piazzato dalla sinistra e dal comitato No Alta Tensione, che hanno converso sulla figura di Gerardo Palladino, li mette all’improvviso nella condizione di passare alla definizione dei nomi che comporranno la lista, e una riunione è in questo senso è in corso proprio in queste ore. Di contro, il lato opposto pare poggiare su qualche certezza in meno rispetto a soltanto pochi giorni fa. Come abbiamo avuto modo di dire ieri (leggi qui), il ritorno in campo dell’ex sindaco potrebbe causare un’emorragia di voti dal Pd verso Lacedonia In-Comune (che fino al contrordine dei compagni resta il nome della “cosa” nata dalla dissoluzione del Laboratorio della Sinistra). A discapito ovviamente di Antonio Di Conza, il quale proprio nella giornata di oggi avrebbe apportato alcuni significativi cambiamenti nella sua squadra. Ma nella mattinata di domani sapremo essere più precisi.

Il logo di Oltre
Il logo del movimento Oltre

Proprio Di Conza starebbe intanto pensando di avviare un dialogo con l’associazione “Ci Siamo…”, che punta sulla figura di Felice Pennacchio come candidato. “Andiamo avanti nella definizione della lista – afferma lo stesso Pennacchio -, ma ovviamente non siamo chiusi a riccio. Smentiamo però di aver avuto abboccamenti con Gerardo Palladino (come invece da noi riportato, ndr). Non vogliamo partecipare alla fiera delle dichiarazioni, seguite magari da smentite, ma siamo interessati soltanto a un accordo di tipo politico, e ci dispiace constatare i metodi balordi, deplorevoli (per utilizzare un eufemismo), utilizzati da alcuni, che avvicinano singolarmente i nostri iscritti cercando di portarli con sé”.

“Finora – prosegue Pennacchio andando con la memoria alle assemblee infuocate di Lic – abbiamo assistito solo a un balletto di gente che sbatte la porta, che spacca le penne, che esce e che rientra. Il tutto basato su veti incrociati, non su criteri di tipo politico, come avremmo invece voluto. Ma d’altronde, le trattative politiche affidate a dei giullari non potrebbero approdare ad altro. Perché – si chiede Pennacchio – non si è parlato di punti programmatici da affrontare insieme?”.

La lista, dunque. “Andiamo avanti e non distogliamo l’attenzione dal nostro obiettivo, che è quello di guadagnarci la presenza in amministrazione, a qualsiasi titolo e sotto qualsiasi forma. Crediamo – afferma il candidato sindaco di “Ci Siamo…” – di avere una proposta progettuale vincente. Ma qualora l’obiettivo di risultare vincente non fosse perseguibile, possiamo scegliere chi far perdere”. Insomma, l’ago della bilancia, come aveva affermato anche Megliola. “Ma non è detto – aggiunge Pennacchio – che la nostra proposta non convinca la maggioranza dei lacedoniesi. Meritano rispetto, e il rispetto passa per la proposta di due contrapposte progettualità. Se poi questo non sarà possibile, si arriverà a una terza o anche a una quarta. In quest’ultimo caso, è nel gioco delle parti, andremmo logicamente a sfavorire una delle altre due squadre in campo”.

Sulle alleanze, il criterio è la programmazione. “Se sull’eolico, ad esempio, mi accorgo di non avere la stessa posizione di Palladino o di Di Conza, perché dovrei accordarmi con loro? Per operare dei distinguo alla prima occasione utile? Non avrebbe senso. Noi chiediamo chiarezza, per rispetto dei cittadini: devono sapere cosa propone una lista e cosa propone l’altra. Il paese non può stare nelle mani di gruppuscoli di poche persone, che danno vita a questa sorta di circo di manifesti e amoreggiamenti. Non capiamo ma ci adeguiamo, e allora fino a sabato saremo in silenzio a lavorare. Se ci sono condizioni per confrontarci (e io preferirei pubblicamente, ma nessuno vorrà farlo) – conclude Pennacchio – vorremmo farlo in relazione alle questioni strategiche”.