LACEDONIA ’16 | -27. Finito il mercato delle vacche, è possibile sapere cosa volete fare?

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LACEDONIA – I cinesi e i giapponesi, le truppe cammellate e i bilinguismi esasperanti, il tafazzismo delle commissioni stile Politburo e il “ci vuole un uomo autoritario”, lo pseudo- mastellismo e il decisionismo in zona Cesarini.

Abbiamo visto di tutto, e in tutta franchezza non nascondiamo che ci siamo pure parecchio divertiti.

Come avrete certamente notato leggendo i nostri pezzi, è corso veloce il conto alla rovescia che ci condurrà alla tornata elettorale del prossimo 5 giugno. Un “contro”, in realtà, più che un conto. Perché se è finalmente terminato il periodo dei tatticismi ossessivi e vincolanti e della svendita delle vacche (un posto di qua, altri due di là), ora dovrebbe cominciare una discussione vera, reale, concreta sui programmi. Considerata la situazione nella quale ci troviamo, quattro settimane scarse di campagna elettorale crediamo siano insufficienti per mettere sul tavolo e confrontare le differenti proposte sulle differenti tematiche. Anche perché saranno intervallate da momenti più o meno lunghi di accuse sul passato, meriti e demeriti sulle opere pubbliche, repliche agli “spot pubblicitari” e via di questo passo. E quindi, più che un conto alla rovescia diventa quasi un contro alla rovescia.

I due candidati sindaco, Palladino e Di Conza
I due candidati sindaco, Palladino e Di Conza

Di certo c’è che tutti gli attori non vedevano l’ora che venisse archiviata la fase della realizzazione delle liste. “Bisogna parlare di programmi”, “bisogna di re cosa intendiamo fare per risollevare questo paese”. “Noi un programma ce l’abbiamo già”, “non vediamo l’ora di parlarne”. Bene, quel momento è arrivato. Avete come detto ancora una volta capovolto l’ordine cronologico che conduce alla composizione delle squadre. Di norma e di logica, si fa un programma e sulla base di quello si cercano convergenze. Sappiamo bene che questo non è avvenuto e che le convergenze (spesso parallele, se non opposte, ma deviate con la forza nel loro percorso) sono state trovate sulla base del do ut des: tot candidati perché portano in dote tot voti.

Pianificazione territoriale, Progetto Pilota, eolico (moratoria più Pear), lavoro. Sociale. agricoltura, artigianato, cultura (intesa come abbiccì del senso civico, che oggi manca più del lavoro), tempo libero (l’impegno dei ragazzi che a Lacedonia organizzano per il secondo anno consecutivo la festa di San Filippo sia da esempio). E ancora: viabilità, viabilità, viabilità.

Ce n’è di roba di cui discutere, insomma. Cosa intendete fare, cari candidati alla carica di sindaco? E i candidati alla carica di consigliere? Per quale ragione dovremmo scriverne nome e cognome nel segreto dell’urna? Avete proposte concrete o soltanto buoni propositi?