Calcio e camorra, indagati Izzo e Millesi: l’Avellino trema per due gare di maggio 2014

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NAPOLI – Concorso esterno in associazione mafiosa. E’ con questa accusa che sono indagati Armando Izzo, difensore del Genoa ora in Nazionale, il difensore Luca Pini e il centrocampista dell’Acireale Francesco Millesi (nella foto). E intanto, l’Avellino Calcio trema, di cui Izzo e Millesi sono ex giocatori.

Le accuse si riferiscono all’inchiesta della Dda di Napoli, coordinata dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice e condotta dal pm Maurizio De Marco, su partite influenzate dalla camorra, nella fattispecie dal clan Vanella Grassi di Secondigliano, che avrebbe fatto leva su alcuni giocatori per attrarre altre persone, mettendo a disposizione ingenti somme di denaro per corrompere altri calciatori.

Quanto all’Avellino, le partite sotto i riflettori sono Modena-Avellino del 20 maggio 2014 (finita 1-0 per i Canarini) e Avellino-Reggina del 25 maggio 2014 (3-0 per i lupi).

Per Modena-Avellino, disputata il 17 maggio 2014, il boss Umberto Accurso, arrestato l’11 maggio scorso, avrebbe promesso prima 200 mila euro, offrendone poi 150 mila e infine consegnato 30 mila a un intermediario, l’ex calciatore Luca Pini, che li avrebbe a sua volta dati al calciatore Francesco Millesi. La somma sarebbe stata utilizzata per corrompere altri calciatori e influire sul risultato finale della gara. In questa vicenda sono indagati di frode sportiva  Millesi e il calciatore Maurizio Peccarisi.

Per Avellino-Reggina del 25 maggio 2014, nel capo di imputazione è citato anche Izzo. Su questa partita, il clan aveva scommesso 400 mila euro sulla vittoria dell’Avellino, guadagnandone 110 mila. A Millesi sarebbero stati consegnati attraverso Pini 50 mila euro destinati a corrompere non meglio identificati calciatori della Reggina. Pini e Millesi sono indagati di concorso esterno in associazione camorristica: nei loro confronti la Procura ha disposto gli arresti domiciliari .

Per altre due partite, Avellino-Trapani e Padova-Avellino, la combine non si realizzò. Nel secondo caso per l’arresto di Antonio Accurso eseguito dai carabinieri il 24 maggio 2014 proprio mentre, rileva la Procura, i clan “festeggiavano le ricche quote da intascare per la larga vittoria dell’Avellino sulla Reggina”.