Moratoria, contrordine: il Cdm non impugna l’emendamento Iannace-Bonavitacola

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ROMA – Moratoria anti-eolico, allarme rientrato. Nei giorni scorsi (leggi qui) avevamo riportato l’allarme lanciato dal coordinamento dei comitati in merito all’impugnazione, decisa dal Consiglio dei Ministri, della legge regionale n.6 dello scorso 5 aprile, contenente anche la moratoria.

Ebbene, come apprendiamo da avvocatovitonicolacicchetti.wordpress.com, c’è da registrare un allarme rientrato. Proprio il Cdm ha infatti reso nota la delibera esplicativa del provvedimento. Il documento enuncia tutti i punti della legge per i quali l’assise dei responsabili dei dicasteri propone “l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione”. Si va dall’articolo 8 (“Misure urgenti sul piano casa”) all’articolo 17 sullo sviluppo balneare, dal 19 su alcuni provvedimenti riguardanti la Città Metropolitana di Napoli, al 21 sul contrasto al lavoro irregolare nel settore edile, fino all’articolo 22, che riguarda le azioni per l’incremento delle strutture sanitarie accreditate, ferme restando le prerogative del piano commissariale.

Non c’è traccia, dunque, dell’articolo 15, quello che, su iniziativa di Carlo Iannace e Fulvio Bonavitacola, aveva introdotto la moratoria di centottanta giorni sulla realizzazione di nuovi insediamenti eolici su tutto il territorio regionale. Una notizia accolta naturalmente con favore dal coordinamento dei comitati, che da tempo porta avanti la battaglia per bloccare lo sviluppo selvaggio dell’eolico. A parlare è il presidente del comitato Voria, l’avvocato Nicola Cicchetti, che invita però a tenere i piedi per terra: “Non siamo certo tranquilli”, afferma Cicchetti. “Dei sei mesi da utilizzare per individuare i criteri e le aree non idonee alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica di potenza superiore a 20 Kw, il tempo finora trascorso non è stato utilizzato per porre in essere alcuna attività”.

L'aula del Consiglio dei Ministri
L’aula del Consiglio dei Ministri

Il sospiro di sollievo, però, è profondo: era forte e fondata, infatti, la paura che il Consiglio dei ministri avesse impugnato anche il punto riguardante le “Misure in materia di impianti eolici e di produzione energetica con utilizzo di biomasse”. Tuttavia, come fa capire lo stesso Cicchetti, restano vivi due timori. Il primo riguarda la realizzazione del Piano energetico ambientale regionale, che negli intendimenti dell’emendamento Iannace-Bonavitacola dovrebbe essere redatto proprio nel periodo di valenza della moratoria.

L’altro aspetto che non convince il coordinamento dei comitati riguarda gli iter burocratici (e le relative autorizzazioni), che non si sono fermati neanche con l’entrata in vigore della moratoria. Nonostante l’entrata in vigore della moratoria, gli iter burocratici non si sono fermati. La ragione è stata spiegata alcune settimane dallo stesso Bonavitacola: “Vorrei essere chiaro: la norma – ha spiegato il vice di De Luca – sospende il rilascio delle autorizzazioni nuove ma non poteva determinare anche la paralisi dell’attività istruttoria. Le attività istruttorie proseguono e inevitabilmente, se gli uffici della Regione sono invitati, vi partecipano. Nel momento in cui avviene il rilascio dell’autorizzazione, viene applicato il divieto”.