Ocm, la vertenza arriva al Mise: ma il gruppo Cellino è ancora assente

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di Francesco Aufiero

NUSCO – La vertenza dei lavoratori dello stabilimento di Nusco approda in sede ministeriale a Roma.

Dalle istituzioni arrivano segnali positivi, dal momento che c’è l’impegno del Ministero a verificare se ci sia un imprenditore disposto a investire e la Regione eventualmente potrebbe sostenere una eventuale riconversione. Al tavolo del Mise ancora una volta assente al confronto il presidente del gruppo Fabrizio Cellino. Impegnati a fianco dei lavoratori i sindaci della zona e l’assessore regionale al Lavoro Sonia Palmeri, uniti nel tentativo di trovare una soluzione.

Le lettere di licenziamento sono partite e 98 lavoratori, ad oggi ancora in presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento, temono di vedere sfumare presto ogni prospettiva. Solidarietà ai lavoratori, dopo la celebrazione della messa di domenica scorsa davanti alla fabbrica, anche del Vescovo dell’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi, Monsignor Pasquale Cascio che si è fatto carico delle spese per il pullman utilizzato per la trasferta. Ferma è la volontà di contrastare l’intenzione della proprietà, già manifestata in più occasioni, di procedere alla vendita dei macchinari per liquidare i creditori e le spettanze arretrate. La scelta di svuotare i capannoni trova, infatti, opposizione fortissima da parte del sindacato e dei lavoratori disposti a fare le barricate pur di evitare il tutto.