PROGETTO PILOTA | Con Barca il punto della situazione: la firma entro il 30 settembre

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NAPOLI – Trenta settembre: è la data limite, il giorno entro il quale il Progetto Pilota dovrà arrivare al suo risultato finale: la firma dell’Accordo di programma quadro.

La data, indicata già da tempo, è stata confermata nella riunione tenuta nella tarda mattinata di ieri presso gli uffici della Regione Campania. Una riunione tecnica, alla quale hanno preso parte Fabrizio Barca, coordinatore del Comitato Nazionale per la Strategia delle Aree Interne, Ciriaco Del Mita, presidente della Comunità dell’Alta Irpinia, Franco Alfieri, consigliere delegato all’Agricoltura della Regione Campania, e Domenico Liotto, referente regionale per la Strategia delle Aree Interne.

Porte serrate e e bocche cucite: nulla è filtrato dai partecipanti. L’unica cosa certa è che la soddisfazione è stata unanime. Nel fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori del Progetto Pilota, su quanto è stato fatto e sugli obiettivi in agenda per il prossimo futuro da centrare per tenere fede al cronoprogramma predisposto da Barca e De Mita, proprio l’ex ministro avrebbe sottolineato l’importanza di mantenere il ritmo fin qui tenuto e il vantaggio accumulato sulla maggior parte delle altre aree nazionale. La Comunità dell’Alta Irpinia, conosciute e superate le difficoltà iniziali, è riuscita ad approvare il Documento Preliminare di Strategia prima di tutte le altre zone del Centro-Sud individuate dalla Strategia per le Aree Interne.

Filiera legno

Al centro della discussione, tematiche quali agricoltura, foreste e turismo, in particolare dopo la nascita, mercoledì scorso, del Distretto Turistico Alta Irpinia (leggi qui e qui), che intende favorire lo sviluppo del settore (e dei comparti connessi) attraverso la creazione di una zona a burocrazia zero. In ogni altra riunione del Progetto Pilota – sia in quelle tra sindaci che nei focus – si è sempre sottolineata l’importanza del binomio agricoltura-turismo. La presenza del consigliere regionale delegato all’Agricoltura, Alfieri, andava probabilmente proprio in questo senso. In considerazione della presenza di due comunità montane, proprio De Mita in passato ha più volte annunciato la volontà di creare una grande azienda forestale, col fine di sfruttare, tutelandolo, il grande patrimonio boschivo che offre l’Alta Irpinia. Un’azienda forestale che sappia proteggere quella che da tutti è considerata una risorsa, che molti definiscono “il nuovo petrolio del Sud”, innescando al contempo una filiera economica che in Alta Irpinia vede già la presenza di alcune realtà di rilievo. Difatti, il patrimonio forestale va inteso non soltanto negli aspetti legati propriamente al legno, ma anche alla bioeconomia, sfruttando cioè tutto ciò che sia senza impatto sulla natura.

Fabrizio Barca a Calitri
Fabrizio Barca a Calitri

Sin dall’inizio del percorso legato al Progetto Pilota, grande importanza è stata posta al binomio agricoltura-turismo. Lo ha fatto lo stesso Barca nel primo dei due focus di Calitri, nel luglio dell’anno scorso, quando ha definito il turismo legato all’agricoltura come il settore più velocemente perseguibile e redditizio. “Non perché il turismo possa risolvere i problemi di lavoro e di calo demografico – ha spiegato a suo tempo -, ma perché l’offerta culturale e ambientale è talmente alta che permette di iniziare subito”. Dunque, l’ambiente e la ricettività come perno centrale dello sviluppo dell’Alta Irpinia del futuro. Un concetto che aveva causato qualche dissapore con i comitati ambientalisti, che trovavano contraddittorio con questa visione il proliferare selvaggio di insediamenti eolici.

Lavorare sodo per rispettare le scadenze è il diktat venuto fuori dal tavolo riunito ieri a Napoli. Per questa ragione, già nei prossimi giorni il presidente De Mita convocherà nuovamente le venticinque fasce Tricolore, a cui trasferirà la responsabilità del percorso da proseguire, della sua importanza e dei suoi termini temporali.