La luce della notte sulle bellezze del territorio: InfluAzioni e la camminata notturna

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LACEDONIA – Poche ore per occupare i venti posti disponibili. Che la passeggiata notturna fosse uno dei momenti più attesi di questo agosto lacedoniese si era capito sin dal momento in cui è stato reso noto il cartellone estivo.

Organizzata da LaPilart nell’ambito del Festival InfluAzioni, l’iniziativa si pone l’obiettivo, un po’ paradossale ma sempre affascinante, di accendere la luce della notte sulle bellezze mai troppo valorizzate del nostro territorio. Dal Pauroso fino al Lago di San Pietro (nella foto di Antonello Pignatiello): otto chilometri attraverso sentieri che soltanto i veri amanti delle avventure conoscono. Ritrovo previsto per domani notte alle due in Piazza Tribuni e trasferimento proprio in località Pauroso (“e vi spiegheremo erché si chiama così”, fanno sapere gli organizzatori), tra Lacedonia e Aquilonia. Al bando strade comunali più o meno asfaltate e più o meno percorribili, se non per l’ultimo tratto: qui bisogna munirsi di tutto l’armamentario necessario e sufficiente per una traversata del genere.

Scarpe da trekking, viveri, torcia, giubbotto per affrontare l’umidità della notte, pettorina catarifrangente. Avversità climatiche e ambientali (la zona che verrà attraversata è densamente frequentata da cinghiali) che saranno però ampiamente ricompensate da uno spettacolo senza pari: dopo i primi 4 chilometri e la colazione in una masseria del posto, ci si fermerà per godersi l’alba vista da contrada Curci. Sarà questo il momento che dividerà idealmente (e non solo) il percorso in due: dopo, infatti, si proseguirà per ulteriori 4 chilometri, sempre in discesa e sempre attraverso sentieri impervi e nascosti, verso la Diga Osento, dove la tabella di marcia degli organizzatori ha fissato l’arrivo intorno alle 8 della mattina del 12. L’ultimo tratto, come detto, verrà percorso lungo la strada comunale che collega Lacedonia proprio all’invaso artificiale, dopo l’attraversamento del fiume Osento, previsto nei pressi del santuario della Madonna delle Grazie.

Un’iniziativa che si pone, come detto, l’obiettivo di mostrare le bellezze di un territorio troppo spesso bistrattato e mai valorizzato come invece meriterebbe. Peccato l’impossibilità di andare oltre i venti partecipanti: in molti, infatti, hanno dovuto rinunciare a prendervi parte, visto che il tetto massimo è stato raggiunto molto velocemente.