Tra autorizzazioni, proteste e proposte, la moratoria è agli sgoccioli: e ora?

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RED. – Il consiglio comunale congiunto (a Bisaccia), la moratoria, le autorizzazioni che continuano a fioccare.

Le proteste dei comitati, l’approssimarsi della scadenza della moratoria, il nuovo consiglio comunale congiunto (a Lacedonia), i presidi sul territorio. Le tappe della lotta Alta Irpinia e nell’Alto Sannio all’eolico selvaggio possono sintetizzarsi in queste tappe.

Se in Alta Irpinia le proteste del Coordinamento dei comitati pare abbiano condotto, seppur indirettamente, a qualche risultato (leggi qui lo sconforto dei titolati della Freedom Energy, società appaltante un insediamento di quattro torri di minieolico sul Monte Airola, ad Andretta), nell’Alto Sannio la situazione è piuttosto elettrica. E’ di ieri la notizia dell’avvio del presidio del Regio Tratturo da parte del comitato Fronte Sannita per la Difesa della Montagna, guidato da Pinuccio Fappiano contro la realizzazione di un impianto eolico.

Il consiglio comunale congiunto di Lacedonia
Il consiglio comunale congiunto di Lacedonia

Incombe, come detto, il termine dei centottanta giorni di moratoria (scadranno il 6 ottobre), durante i quali, però, le istruttorie non si sono fermate. Si è bloccata soltanto l’esecutività delle autorizzazioni. E’ per questo che i Comuni altirpini, riuniti a Lacedonia lo scorso 18 settembre, voteranno ciascuno un deliberato per chiedere una proroga della moratoria. Sullo sfondo, infatti, c’è la necessità impellente (a prescindere dall’eolico) di mettere mano a una pianificazione energetica a livello regionale (il Pear) che, come previsto dall’articolo 15 della moratoria Iannaca-Bonavitacola, stabilisca le zone non idonee su cui potr installare nuovi insediamenti. Una decisione che dovrà essere presa, però dopo aver sentito le indicazioni provenienti dai territori e dalle comunità: e proprio a Lacedonia, l’indicazione (poi inserita, pare, nel deliberato) è stata quella di una inidoneità totale del territorio, causa saturazione.

Ora, i sindaci dei comuni maggiormente interessati starebbero avendo incontri tra di loro e riunioni con i vertici regionali, probabilmente per avere rassicurazioni circa la proroga della moratoria