Osterie d’Italia, l’Irpinia grande protagonista nella guida pubblicata da Slow Food

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di Francesco Aufiero

RED – La guida “Osterie d’Italia 2017” di Slow Food è in edicola da alcuni giorni. L’Irpinia è fra le grandi protagoniste del volume che segnala, annualmente, i migliori indirizzi in cui trovare la cucina di tradizione e il buon cibo.

1570 i locali presenti nella guida, di cui 22 in Campania e ben 6 in Irpinia: si tratta dell’ “Antica Trattoria Di Pietro” a Melito Irpino, di “Zì Pasqualina” ad Atripalda, de “La Ripa” a Rocca San Felice, de “La Pergola” a Gesualdo, de “La Pignata” ad Ariano Irpino e dell’ “Osteria del Gallo e della Volpe” ad Ospedaletto d’Alpinolo.

Il riconoscimento ha premiato i locali presenti nella guida per la filosofia che li ispira, per il loro legame con la terra e i contadini del posto e per la ricerca e la valorizzazione delle migliori materie prime.

I ristoranti segnalati producono sapori autentici, legati al territorio e alle stagioni, dove non c’è lo chef ma il cuoco, spesso la cuoca, dove il servizio è attento ma informale, dove non c’è un menù scritto, ma si tende a raccontare a voce i piatti del giorno, con qualche aneddoto.

Considerato anche il “giusto prezzo”, che non doveva superare i 35-38 euro bevande escluse nelle scorse edizioni, che però questa volta si amplia. In guida, infatti, entrano per la prima volta anche locali che sforano a rialzo la soglia dei 35 euro – pur in netta minoranza – ma non per questo tradiscono lo spirito di “Osterie d’Italia”.  I parametri di valutazione del volume, in ogni caso, restano quelli di sempre: gusto, accoglienza, ambiente, capacità di narrazione.