Eolico, la Regione ripensa il “fermaeolico”? Sindaci e comitati non ci stanno

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RED. – Sembra già scemare l’ottimismo (prudentemente neanche troppo sbandierato, in verità) seguito alla decisione della Regione dello scorso 3 ottobre.

In quella data andò infatti in scena l’incontro tra alcuni sindaci altirpini e il vicepresidente della Giunta regionale Fulvio Bonavitacola (firmatario della moratoria insieme con Carlo Iannace). Durante la riunione, furono stabiliti alcuni parametri che avrebbero costituito la base di un deliberato regionale (subito ribattezzato “fermaeolico”) che, a sua volta, avrebbe stabilito la “saturazione del territorio e la inidinoeità dello stesso alla realizzazione di nuovi insediamenti eolici” (leggi qui). A dstanza di venti giorni, però, l’atto regionale non è ancora arrivato. Perchè?

Voci di corridoio che abbiamo raccolto in Regione Campania ci dicono che il gruppo deputato allo studio e alla redazione del deliberato starebbe ripensando la parametrazione, che era stato stabilito dovesse essere per Comunità Montane: ci si starebbe orientando su un criterio comunale, analizzando cioè la situazione comune per comune. La cosa potrebbe essere positiva per alcuni comuni (su tutti, Lacedonia e Bisaccia), ma oggettivamente sfavorirebbe il territorio nel suo complesso. Deliberare che la Comunità Montana Alta Irpinia o la Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro siano sature, avrebbe voluto infatti dare un segnale istituzionale preciso rispetto alle proteste che da tempo giungono da quei territori, li avrebbe “blindati” (sempre in attesa di un Piano energetico ambientale regionale che, nelle intenzioni dei comitati e dei sindaci, li avrebbe poi definitivamente esclusi dalle zone “eolicabili”), impedendo che accadessero nuovamente fatti come quello di Cairano e Conza della Campania, dove la Regione ha autorizzato (con prescrizione riguardante il parere della Soprintendenza) un insediamento eolico di 19 torri per un totale di 60 Mw, alcune delle quali piazzate a meno di duecento metri dall’Oasi Wwf.

Di sicuro, c’è che primi cittadini e comitati difficilmente incasseranno la notizia senza battere ciglio. La battaglia contro il proliferare dell’eolico selvaggio è sempre stata una “battaglia di territorio”, come dimostrano i due consigli comunali congiunti (Bisaccia il 28 ottobre di un anno fa e Lacedonia il 18 settembre scorso) e la costituzione del Coordinamento dei Comitati per la Tutela dell’Alta Irpinia, che raggruppa tutti insieme i movimenti civici nati nel tempo.