Crisi del castagno: le proposte di Agrinsieme, Acli e sindaci irpini

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SUMMONTE – Continua l’impegno di Agrinsieme Campania per superare la crisi del castagno. Presentato anche a Summonte, nella Sala Consiliare del Comune, il documento di proposte – che il Coordinamento di Agrinsieme, le Acli e i sindaci dell’Irpinia hanno redatto in sinergia – per illustrare proposte e azioni volte a contenere l’emergenza dei castagneti e ripristinare le produzioni.

L’incontro, al quale hanno preso parte sindaci, assessori comunali e presidenti delle comunità montane, è stato fortemente voluto dal sindaco di Summonte, on. Pasquale Giuditta. A presentare il documento per Agrinsieme Campania Alfonso Di Massa, coordinatore uscente.

“L’Irpinia sta facendo fronte comune per affrontare in maniera sinergica l’emergenza del cinipide galligeno e di altre patologie del castagno e tracciare politiche condivise e attuabili. Una volta arginata la crisi, bisognerà lavorare per rilanciare la produzione e l’intero comparto, a cui sono legati l’ambiente, il turismo, l’occupazione, l’identità di un territorio” ha affermato Di Massa.

Intanto, Caterina Lengua, consigliere della Provincia di Avellino, si è impegnata a presentare il documento in Consiglio. “Ringraziamo il Consigliere Lengua per l’impegno e la sensibilità. Vogliamo precisare che il documento è aperto alle proposte e alle indicazioni di autorità ed operatori locali. Attorno ad esso stanno convergendo idee e linee politiche. Per noi di Agrinsieme Campania, per le Acli e per i sindaci interessati, il documento è un vero e proprio manifesto. Un impegno concreto per il futuro dell’Irpinia e della sua economia” conclude Di Massa.

La coltivazione del castagno nelle zone interne rappresenta una risorsa importante per l’assetto ambientale generale e per l’economia locale e regionale (circa 5.000 aziende di produzione; 25 aziende di trasformazione, circa 300 milioni di euro di fatturato di filiera), con declinazioni anche nel turismo e nel folklore. L’emergenza fitosanitaria che ha colpito il castagno mina di anno in anno il futuro di un intero territorio (l’Irpinia rappresenta più del 50% del comparto), travolgendo imprese, posti di lavoro e spingendo molti all’abbandono delle terre.

Proposte di Agrinsieme Campania, delle Acli e dei Sindaci irpini per il ripristino del patrimonio castanicolo:

  • Riclassificazione e riconoscimento ad opera della Regione Campania dei castagneti da frutto in attività di coltura per permettere pratiche agronomiche e di difesa fitosanitaria;
  • Attuazione delle pratiche di difesa fitosanitaria;
  • Misure straordinarie di sostegno al reddito;
  • Misure di prevenzione e lotta ai fitofagi presenti nei castagneti cedui;
  • Cabina di regia/crisi unica tra istituzioni, enti, mondo scientifico, associazioni, ed organizzazioni agricole per dare attuazione a tutte le misure proposte per il ripristino del patrimonio castanicolo Irpino e campano.

Proposte per il rilancio del patrimonio castanicolo:

  • Richiesta di apertura di tutti gli altri bandi Psr, ed in particolar modo si sollecitano quelli relativamente a: Misura 1 – Formazione – informazione; Misura 2 – Servizi di consulenza e assistenza alle az. Ag; Misura 4.2.1 – A favore dell’agroindustria; Misura 9 – Incremento della competitività; Misura 16 – Cooperazione- filiere – energie rinnovabili;
  • Rimodulazione delle misure PSR per la prossima annualità di programmazione;
  • Aggregazione delle imprese, cooperazione, innovazione, (anello ancora debole della catena agroalimentare) per la competitività del nostro sistema agricolo;
  • Semplificazione, sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione e degli Enti di settore;
  • Ricambio generazionale, con misure per l’ingresso dei giovani in agricoltura, anche in termini di credito;
  • Certificazione di prodotto e rintracciabilità per aumentare la competitività e garantire l’origine dei prodotti;
  • Reti per la ricerca, l’innovazione, i mercati esteri.