FORSE CHE SI’, FORSE CHE NO | Famiglietti a Conza: Se vince il NO Renzi si dimette

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CONZA DELLA CAMPANIA – “Dobbiamo pensare al 5 dicembre, perché se vince il NO Renzi si dimette e l’Italia torna nelle mani di un governo tecnico”.

A parlare apertamente di dimissioni del capo del governo in caso di sconfitta al referendum non è Salvini, non è Grillo e non è De Mita. E’, in maniera abbastanza sorprendente, Luigi Famiglietti, renziano di ferro, ex sindaco di Frigento e parlamentare da tre anni. Famiglietti, componente la I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati (proprio quella che ha riscritto i 47 articoli della Carta oggetto di consultazione popolare confermativa), è intervenuto durante una manifestazione per il SI’ a Conza della Campania, alla quale hanno preso parte anche il sindaco Vito Cappiello, il primo cittadino di Sant’Angelo dei Lombardi Rosanna Repole, quello di Montemarano Beniamino Palmieri, oltre che intellettuali come il dirigente scolastico Romualdo Marandino.

Un momento del dibattito
Un momento del dibattito

Parlando al pubblico attraverso la visione di una serie di immagini da videoproiettore, il deputato dem non ha risparmiato vere e proprie stoccate agli avversari. Messo in soffitta il termine “accozzaglia” (per il quale Renzi ha anche porto le proprie scuse), Famiglietti ha optato per “marmellata indigesta”. Passando in rassegna le varie ragioni che a suo dire dovebbero portare gli elettori a mettere la croce sul SI’ (dal risparmio sulla spesa pubblica alla chiarezza sulle competenze tra Stato e Regioni,dal superamento del bicameralismo paritario alla non concessione di ulteriori poteri al presidente del Consiglio), non sono mancate ovviamente stoccate ai “dinosauri della politica che, se vincesse il SI’, scomparirebbero”. E allora: “I conflitti di competenza tra Stato e Regioni sono nati dalla revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione, una revisione voluta da D’Alema e che ha lasciato il Sud al palo, divaricando ulteriormente la distanza dal Nord”.

Il passaggio più atteso riguardava la disputa ormai infinita con Ciriaco De Mita. “Credo che l’Alta Irpinia non possa più preoccuparsi del futuro della famiglia De Mita, con tutto il rispetto per la famiglia De Mita”, ha affermato Famiglietti, che ha mostrato un grafico evidenziando come la spesa pubblica si sia impennata a fine anni ’80: “Proprio quando De Mita ha ricoperto il ruolo di capo del governo. Se vince il NO – ha chiuso il deputato renziano – la smettiamo di guardare al passato, apriamo una nuova stagione e diventiamo liberi di costruirci il nostro futuro”.

Sala consiliare Conza