Forza Italia e le provinciali, Baronia e Ufita passano all’incasso: Riconoscere exploit di Di Cecilia

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VALLATA – “Riorganizzare il partito sulla base della figura di Franco Di Cecilia, l’unico politico che quando ci mette la faccia porta consenso e voti”.

L’esito delle elezioni provinciali lascia spazio a qualche considerazione. All’interno di Forza Italia, ad esempio, che è riuscita ad eleggere nel parlamentino due consiglieri, Girolamo Giaquinto (confermato) e Franco Di Cecilia.

Proprio intorno alla figura e al nome di quest’ultimo si apre dalla Baronia e dall’Ufita una riflessione rispetto al ruolo che il partito ha sul territorio. “Che a votare vadano cittadini o amministratori – afferma l’avvocato Gaetano Corvino, coordinatore cittadino di Forza Italia di Vallata – il nome e la figura di Di Cecilia riscuotono sempre grande successo. E’ alla quinta elezione, e questo dovrebbe far riflettere i vertici provinciali azzurri rispetto alla valorizzazione di un uomo politico che spesso ha dovuto combattere anche avversari interni”.

Corvino, che parla a nome dei coordinatori azzurri della Baronia e dell’Ufita, chiede dunque “una maggiore presenza sul territorio e una maggiore considerazione nei confronti di un politico rispettato e stimato trasversalmente, al punto da ricevere voti e preferenze personali finanche da ambienti legati alla sinistra”. Il significato della formula “una maggiore presenza sul territorio” Corvino la spiega così: “E’ molto semplice: Gambacorta non pervenuto, Sibilia non pervenuto. O meglio, pervenuti altrove. Insomma, Forza Italia in Ufita e Baronia è rappresentata da Franco Di Cecilia, nonostante i vertici del partito. Si è ripetuta la stessa storia delle regionali di un anno e mezzo fa, quando Di Cecilia raccolse seimila preferenze senza il sostegno di coordinatore provinciale e del vice coordinatore regionale”.

Gaetano Corvino
Gaetano Corvino

Insomma, la domanda che Corvino si pone è una: “Dov’è questo partito? Bisogna che i vertici si rimbocchino le maniche e lavorino per un maggiore radicamento territoriale che a questo punto non può prescindere dalla dovuta considerazione nei confronti di Di Cecilia. Su di lui deve fare riferimento la nuova organizzazione del partito, e noi chiediamo che venga messo in piedi un sistema di collegialità che veda al centro la figura dell’unico uomo che quando ci mette la faccia porta consenso e voti. Ripeto, i numeri parlano chiaro anche in queste provinciali. Se si va oltre il meccanismo della ponderazione e si considera il principio ‘un consigliere=un voto’, il suo consenso è dimostrato inequivocabilmente: tra tutti i sessantatré candidati delle sei liste, Di Cecilia – conclude Corvino – ha raccolto 62 preferenze tra gli amministratori. Meglio di lui solo Picone di Proposta Civica (86 preferenze) e Tuccia del Pd (71)”.