Referendum, soddisfatti i giovani di Forza Italia di Apice: Un grande risultato

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APICE – Ovviamente soddisfatti del risultato del referendum i promotori dei comitati del No sorti sul territorio.

Ad esprimere il proprio compiacimento il Comitato per il No di Apice, fondato dal coordinatore cittadino di Forza Italia Alessio Errico. Proprio Errico ha diramato una nota che riportiamo integralmente.

“Siamo molto soddisfatti per il risultato del referendum costituzionale che si è registrato ad Apice, sia per il dato dell’affluenza al voto che è stato del 62,72%, sia per la schiacciante vittoria del “No” con il 66.8 % sul 33.2% del “Sì”, con un trend molto simile a quello provinciale, nonché migliore di quello nazionale.

Il merito va, oltre al Comitato per il No di Apice da me costituito e fattosi promotore di un convegno per elencare le ragioni del “No”, anche agli elettori del Movimento 5 Stelle ed, in particolare, ad alcuni elettori o ex militanti del Partito Democratico. Questi ultimi, come noi, esprimendo il diniego nei confronti di una proposta di riforma costituzionale piena di lacune ed anomalie, hanno contribuito a salvare l’integrità della nostra Costituzione, la cui perfettibilità non sarebbe affatto stata implementata dalla proposta del duo Renzi-Boschi.

Oggi è un bel giorno per l’Italia, perché ha vinto la democrazia. Convegni e dibattiti televisivi sulle ragioni referendarie non sono certamente mancati: il popolo italiano ha avuto dunque modo di informarsi, di ascoltare le varie opinioni e di farsi poi una propria opinione in merito. Per questa ragione, troviamo irrispettose le posizioni di coloro i quali asseriscono che le motivazioni del“No” siano da ricondurre unicamente alla volontà di deporre il governo Renzi o, nel peggiore dei casi, ad un ipotetica insufficiente documentazione popolare nel merito della riforma.

Certamente è da riconoscere che l’esito referendario sia significativo anche a proposito del consenso dei cittadini italiani nei confronti del governo Renzi, non per propaganda delle opposizioni, bensì per volere dello stesso presidente del Consiglio, che ha cercato nel voto referendario quella legittimazione che non ha mai avuto. Ribadiamo ancora una volta: il nostro“No” a questa riforma non è sinonimo di un’incondizionata contrarietà a qualsiasi proposta di modifica della Costituzione; siamo infatti consapevoli della perfettibilità della stessa, e dell’esigenza di interventi mirati.

Esigiamo tuttavia che l’operazione di modifica costituzionale sia frutto della pluralità delle forze politiche, che intercetti gli autorevoli pareri dei costituzionalisti e che sia condotta tramite la creazione di una nuova costituente, depurata da rancori e da personalismi, e capace di ricreare e riproporre l’armonia ed il giusto equilibrio costitutivo del 1946″.