Lacedonia, i Comuni si sfilano: non c’è tregua per il Giudice di pace

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LACEDONIA – Il destino dell’ufficio del Giudice di Pace di Lacedonia dipende dal parere del Ministero della Giustizia, richiesto direttamente dal presidente del Tribunale di Avellino.

Il consorzio di Comuni che si era costituito per fare da argine alla chiusura del presidio, dopo la soppressione del Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, a seguito a sua volta di un ridisegno della geografia giudiziaria, pare essersi dissolto. Aquilonia, Bisaccia, Lacedonia e Monteverde: ognuno di questi comuni avrebbe dovuto garantire una quota annuale e alcune risorse umane per il mantenimento in deroga dell’ufficio (nella foto in alto, la sede di vico De Sanctis).

Col passare del tempo, tuttavia, pare che l’onere economico sia divenuto insostenibile, al punto che Aquilonia e Bisaccia hanno già deliberato l’uscita dalla “quadruplice intesa”, preferendo usufruire (gratuitamente) dell’ufficio di Sant’Angelo dei Lombardi, mentre Monteverde non ha ancora assunto una decisione in merito. Resta dunque solo Lacedonia, chedeve però mettere in conto il congedo straordinario di uno dei suoi dipendenti, che rende impossibile assicurare il numero minimo di risorse umane necessario a tenere attivo l’ufficio. Il sindaco di Lacedonia, Antonio DI Conza, ha perciò investito il presidente del Tribunale di Avellino, il dottor Michele Rescigno, chiedendo che venga messo a disposizione un diendente per il funzionamento.

Il punto sarà all’ordine del giorno nel consiglio comunale di domani pomeriggio a Lacedonia, nel corso del quale, stante anche la richiesta avanzata dalla minoranza durante l’ultima assise, il sindaco Antonio Di Conza dovrebbe dare conto dell’evolversi della vicenda. Il primo cittadino aveva assicurato al presidente del Tribunale di Avellino “la disponibilità di questa amministrazione a garantire il proprio supporto al mantenimento dell’ufficio, pur nella consapevolezza delle innumerevoli difficoltà, di natura sia economico-finanziaria che prettamente organizzativa”.

Rescigno ha a sua volta girato il quesito direttamente al Ministero, dal quale ora ci si attende una risposta.