Sei indagati nell’inchiesta DIGEP, società che si occupava della riscossione tributi nel capoluogo

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BENEVENTO- Sei persone coinvolte nell’inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Antonio Clemente e condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria, sulla DIGEP srl, la società che fino a un anno fa si occupava della riscossione dei tributi per il Comune di Benevento (imposta sulle pubbliche affissioni, sulla pubblicità, ed entrate).

Per Massimo Manzerra, 70 anni, Cristina Manzerra, 42 anni, Giovanna Asta, 62 anni di Pisa, Pasquale Froio, 57 anni di Benevento, ma residente in provincia di Genova, chiamati in causa perché soci, amministratori di fatto e/o diritto, rappresentanti legali della DIGEP, l’accusa è di peculato: avrebbero intascato non meno di 350mila euro che non sarebbero stati versati nella casse comunali.

Ad essere coinvolti anche Andrea Lanzalone, 45enne, dirigente del settore Finanza del Comune di Benevento e Sonia Tretola, 41enne, di S. Angelo a Cupolo, responsabile del procedimento per l’affidamento del servizio. Per i due Manzerra, Asta, Froio, Tretola e Lanzalone, la contestazione di turbativa di gara; secondo il PM Clemente, la gara per l’aggiudicazione dell’appalto si sarebbe svolta, previo accordo, che avrebbe concesso alla DIGEP di vincere l’appalto, affidato con lo strumento dell’offerta segreta, con una percentuale che risultava la stessa racchiusa nella busta segreta e sigillata.

Le sei persone, inoltre, sono state accusate di abuso d’ufficio, rispetto alle condotte non adottate in rapporto ai mancati versamenti della DIGEP. Gli indagati, difesi dagli avvocati Domenico Russo, Tiziana Francesci, Nunzio Gagliotti, Anna Francini, Maurizio Bonistalli e Lucia Catalano, hanno 20 giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati o per produrre memorie, in seguito il PM Clemente procederà alle possibili proposte di rinvio a giudizio.