Cinegustologia, domenica a Trevico il Festival all’atto finale nel segno di Scola e Sordi: il programma

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TREVICO – Domenica 29 gennaio, a Trevico, si chiude il primo Festival italiano della Cinegustologia.

La manifestazione ci concluderà con il concerto in Cattedrale con le musiche da cinema di Ennio Morricone e la pizza d’autore per accompagnare la proiezione de “La più bella serata della mia vita” di Ettore Scola: saranno il ‘piatto forte’ della giornata conclusiva del festival, interamente dedicato a Ettore Scola. Il programma prenderà il via alle 13.30 nella Stazione Enogastronomica della Valle dell’Ufita con il pranzo “Nel regno degli eco-chef”, dove spiccano i prodotti tipici trevicani: patate, prosciutto e i celebri trilli fatti a mano. Alle 15.30 dallo stesso luogo partirà la visita guidata alla scoperta dei percorsi naturalistici di Trevico che con i suoi 1094 metri rappresenta il centro abitato più alto del Mezzogiorno peninsulare.

Alle 17 a Palazzo Scola la presentazione del progetto di una “Borsa di Studio Ettore Scola”. Alle 18 nella splendida Cattedrale Santissima Maria Assunta di Trevico il concerto a cura dell’ensemble cameristico “Harmonia Mundi” diretto dal Maestro Vincenzo Di Ianni con le musiche da cinema di Ennio Morricone: da “C’era una volta il West” a“Nuovo Cinema Paradiso”, da “C’era una volta in America” a “La leggenda del pianista sull’oceano”.

La chiusura del Festival a partire dalle 19.30 ancora alla Stazione Enogastronomica della Valle dell’Ufita con la Cinegustologia che racconterà il cinema di Ettore Scola con la pizza d’autore della pizzeria Pizzaart di Battipaglia preparata ‘live’ dal Maestro pizzaiolo Vito De Vita, due spicchi nella Guida delle Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso, Ambasciatore del gusto di Slow Food, “Chef dei grani” visto il suo grande lavoro di recupero dei grani antichi e già testimonial della pizza come eccellenza gastronomica italiana in prestigiosi Festival internazionali del cinema da Cannes a Venezia.

Mozzarella speck e farro: nasce la pizza Alberto Sordi con tutti prodotti dop e igp ideata dal pizzaiolo cilentano Vito De Vita

Il Maestro Pizzaiolo Vito De Vita
Il Maestro Pizzaiolo Vito De Vita

Ad accompagnare la proiezione de “La più bella serata della mia vita” (Italia, 1972), uno dei film più noti di Ettore Scola con Alberto Sordi e Janet Agren, ci saranno due pizze speciali. Prima una “Diavola” dedicata alla splendida attrice svedese, icona sexy del cinema italiano degli anni ’70 e ’80, che nel film rappresenta appunto il demonio. E sarà una pizza al carbone vegetale con pomodoro datterino della Valle del Sele, fior di latte e n’duja di Spilinga, che sono gli ingredienti che da Pizzaart a Battipaglia identificano abitualmente “La passeggiata”, la pizza dedicata al pittore francese Claude Monet.

Poi sarà la volta dell’inedita pizza “Alberto Sordi”, ideata per l’occasione da Vito De Vita, su suggerimento dell’inventore della Cinegustologia, Marco Lombardi, con fior di latte della Valle del Sele, farine e fiocchi di farro di antichi grani siciliani, mozzarella di bufala dopdi Battipaglia affumicata in paglia e speck affumicato dell’Alto Adige IGP aggiunto a crudo. Una pizza che sarà associata cinegustologicamente al personaggio principale del film di Scola interpretato appunto da Alberto Sordi e che da martedì 31 gennaio sarà inserita stabilmente nel menù di Pizzaart a Battipaglia.

“Il Demonio è piccante e carnale come la ‘nduja – spiega il direttore artistico del Festival della Cinegustologia, Marco Lombardi -, ma se si presenta sotto forma di una splendida ragazza come nel film di Scola è anche morbido e dolce come un pomodorino cotto e come la mozzarella, appena mitigati dalla cupezza del carbone vegetale la cui leggerezza suggerisce la facilità con cui l’uomo spesso finisce per peccare. La vita di Alberto Sordi ne “La più bella serata della mia vita” è, invece, piacevolmente croccante come il farro, e dolcemente ‘facile’ come la mozzarella, ma di sottofondo si sente il sapore cinereo dell’affumicatura dello speck, che anticipa la sua fine tra le fiamme dell’inferno”.