Forestali alla manutenzione delle strade, Di Marzo e Montella (FI): Sicurezza stradale e lavoro

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BENEVENTO – Nei giorni scorsi, Gabriele Di Marzo, coordinatore provinciale vicario di Forza Italia Giovani, aveva lanciato l’idea di utilizzare gli operai forestali per manutenzionare le arterie di competenza della Provincia.

La Rocca dei Rettori si è espressa favorevolmente, e Di Marzo ha replicato attraverso una nota scritta con Carmine Montella, sindaco di Paolisi e capogruppo di Forza Italia in Consiglio Provinciale. La riportiamo integralmente.

“L’annuncio sulla disponibilità dell’Ente Provincia ad utilizzare gli operai forestali per i lavori di manutenzione delle arterie di competenza dell’Ente stesso, dato dal consigliere provinciale con delega alla forestazione, Renato Lombardi, sembra andare nelle giusta direzione rispetto a quanto abbiamo asserito nei giorni scorsi. Non è più rinviabile infatti una discussione che metta al centro un problema concreto, ormai noto ai più, di sicurezza stradale sulle arterie provinciali.

Carmine Montella e Gabriele Di Marzo
Carmine Montella e Gabriele Di Marzo

Perché, se è comprensibile come effettivamente sia venuta meno negli ultimi anni una copertura economica certamente non secondaria, resta inteso che ciò non può rappresentare una valida giustificazione alle tante lamentele dei cittadini che, quotidianamente, percorrono le nostre strade. Risulta essere altresì importante se con una sola prospettiva si riuscisse a garantire almeno un duplice obiettivo: quello, in primis, della sicurezza stradale, e successivamente quello di una prospettiva lavorativa diversa per i tanti operai forestali. Perché la discussione da affrontare deve andare in questa duplice e, a nostro avviso, costruttiva direzione. Pianificando interventi preventivi, andremmo a ridurre una buona parte dei pericoli che l’incuria del verde adiacente le arterie provinciali ha spesso creato nel recente passato.

Resta inteso che un serio intervento strutturale, seppur in condizioni economiche non favorevoli, debba essere quantomeno avviato, cercando di ordinare quelli che ad oggi risultano essere veri e propri casi limite”.