Scandone Avellino: male la prima

254

Avellino- E’ una Scandone troppo brutta per essere vera quella che si presenta alla prima di campionato, nonostante una preseason ed un mercato esaltante, gli uomini di coach Valli al primo appuntamento ufficiale sono scarichi fisicamente e privi di idee.

LA GARA. Prima di campionato e prima partita in casa per la Sidigas Avellino. A far visita alla Scandone c’è la Sutor Montegranaro allenata da coach Recalcati. E’ un Avellino che deve fare a meno della guardia titolare Dwight Hardy, fermata da problemi burocratici. Nelle fila di Montegranaro militano gli ex Tamar Slay e Daniele Cinciarini e ha come leader del proprio roster l’azzurro Fabio Di Bella.

Sutor che arriva ad Avellino senza timori reverenziali, e lo dimostra da subito, partendo a spron battuto, tenendo ritmi alti e mettendoci tanta intensità sia nel difendere che nell’attaccare. Scandone troppo impaurita e molle, l’unico tra le proprie fila a reggere il confronto con gli avversari è Jeremy Richardson, autore di ben 8 punti nel primo quarto (alla fine metterà a referto ben 23 punti, dimostrandosi il migliore dei suoi).

Nonostante il primo canestro sia di marca bianco verde, con un tiro libero segnato da Shakur, i marchigiani in 3 minuti piazzano ben 8 punti, con 2 triple e tanta intensità in difesa. A nulla valgono gli ingressi in campo di Chris Warren e del colosso nigeriano Ndubi Ebi, il primo quarto si chiude con gli ospiti in vantaggio 22 – 13. La squadra avellinese appare appannata sotto canestro e priva di idee quando si tratta di impostare il proprio gioco.

Dopo il minuto di riposo la musica non cambia in campo, complice anche il pressing asfissiante a tutto campo che gli uomini di Recalcati attuano. Nel secondo quarto, Avellino si rifà sotto, con il capitano Valerio Spinelli che sale sugli scudi e prende per mano la squadra realizzando ben 8 punti e con Mustafa Shakur molto più incisivo rispetto al primo quarto. Rimonta, realizzata anche grazio il cambio difensivo tattico di coach Valli, che passa da una marcatura a uomo ad una zona 3-2 ma, nonostante il breve sussulto, la Sutor riesce ad arginare i bianco verdi  e si va’ alla pausa sul 37 a 43 per gli ospiti.

L’inizio del terzo quarto sembra far ben sperare i tifosi locali, in campo scende una Sidigas molto più convinta dei propri mezzi e molto più in palla che arriva addirittura a portarsi al -3 (44-47), ma purtroppo, dopo 3 minuti brillanti, la Sutor torna a scappare e si trova a metà del terzo quarto avanti di 7 lunghezze, con coach Valli costretto a chiamare il time-out  ed a mischiare le carte attraverso un fitta girandola di cambi. Sarà questa la frazione di gioco che deciderà la gara, con un parziale di 17-8 per gli ospiti. La squadra avellinese è appannata, priva di idee di gioco e sbaglia facili canestri.

L’ultima frazione di gioco, sembra un film horror per i tifosi del lupo. A 3 minuti dalla fine, i tifosi bianco verdi iniziano a lasciare gli spalti. Grande delusione traspare dal loro volto, un pomeriggio che doveva essere l’inizio di una grande avventura, per la squadra vista in campo, potrà essere l’inizio di un grande incubo.

L’ultimo ad arrendersi è Valerio Spinelli (13 punti per lui), ma la rimonta finale non è frutto di una reazione di orgoglio, ma solo del fatto che la Sutor allenta la presa. Il risultato finale di 74 – 82 non rispecchia appieno l’andamento a senso unico della gara, dove si è vista una squadra in palla ed in condizione, ed un’altra che sembrava la prima volta che si ritrovava sul parquet.

Sconfitta quindi, senza attenuanti e senza scuse per la Sidigas, poche idee di gioco, mai in partita, senza voglia di lottare, con una condizione fisica precaria e con giocatori in campo fuori dalla manovra. Oltre ai nuovi arrivati, Linton Johnson e Chris Warren sembrano la brutta copia di quei cestisti che il Paladelmauro ha tanto amato negli anni precedenti.  I fischi finali sono meritatissimi e qualcuno dagli spalti chiede già la testa dell’allenatore.

E’ vero che non occorre fare un dramma, ci troviamo solo al primo atto di una stagione che sarà lunga ed intensa  e l’assenza di Hardy si è fatta sentire più del previsto, ma quel che più preoccupa è il fatto che alla squadra bianco verde pare essere mancata la voglia di lottare ed il cuore che l’ha sempre contraddistinta in tutti questi anni di serie A. Urgono correttivi sia a livello fisico che psicologico, ma forse anche negli uomini poiché manca un vero playmaker ed un leader in campo che prenda in mano la squadra nei momenti difficili, ruolo svolto fino all’anno scorso da Marques Green.

Nel post gara, coach Recalcati ringrazia tutta la squadra, sia gli atleti ma soprattutto lo staff societario e medico, si dichiara contento per aver vinto ad Avellino avendo giocato con grande concretezza.

Coach Valli invece è arrabbiato poiché la sua squadra ha peccato soprattutto di umiltà e di non essere stata cattiva in difesa, dichiara che l’assenza di Hardy si è sentita molto ma non deve essere una scusa e chiede scusa ai tifosi per la prestazione opaca offerta e la contestazione a fine partita è ampiamente meritata, l’unica cosa che lo fa essere fiducioso è il fatto che le esperienze negative aiutano a crescere e spera di poter ripagare i tifosi per l’affetto dimostrato a partire già dal prossimo turno.

TABELLINO SIDIGAS AVELLINO – SUTOR MONTEGRANARO 74 – 82 (13 -22, 24 – 21, 8 – 17, 29 – 22) SIDIGAS: Warren 7, Ronconi ne, Biligha, Richardson 23, Spinelli 13, Mavraides, Crow, Dragovic 11, Iurato ne, Shakur 10, Johnson 4, Ebi 6 SUTOR: Steele, Cinciarini 15, Panzini, Vallasciani ne, Slay 15, Piunti, Campani 3, Di Bella 8, Mazzola 7, Johnson 4, Freimanis 13, Burns 17