Alto Calore, Santaniello: basta carrozzoni, trasformiamo l’Alto Calore Servizi in Azienda Consortile Speciale

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San Giorgio del Sannio – Riceviamo e pubblichiamo la nota, a firma di Elvira Santaniello, pervenuta alla nostra redazione.

“Oggi sono state pubblicati due interessanti notizie sul tema Alto Calore, gestore del servizio idrico in Irpinia e Sannio. La prima è relativa ad una lettera al Presidente di Alto Calore Servizi, Raffaello De Stefano, inviata da Mario Pepe, Sindaco di San Giorgio del Sannio; la seconda è relativa ad un evento elettorale del M5S ad Avellino dal titolo “L’acqua è poca …”. Visto il tema, una riflessione su entrambi è d’uopo.

Mario Pepe scrive, con la sua classica verve epistolare, al Presidente di ACS e gli chiede di affrontare la “vexata materia” dello stato economico finanziario di ACS attraverso la creazione della Lega dei Sindaci al fine di aprire una vertenza ad oltranza presso la regione Campania.

Ebbene, tale dichiarazione pone il Sindaco di San Giorgio del Sannio perfettamente in linea con la casta che ha creato il carrozzone Alto Calore e che con un altro carrozzone, questa fantomatica Lega dei Sindaci, propone di salvarlo!!!

E di che natura di grazia dovrebbe essere questa vertenza ad oltranza presso la Regione?

A rigor di logica, dovrebbe vertere sul finanziamento dei lavori di ammodernamento delle reti. Ma se i soldi la Regione, col suo Presidente De Luca, ha dichiarato che non ci sono, dove si andranno a prendere?

L’unica soluzione possibile per salvare capra e cavoli, soluzione che ad oggi è gradita sia a De Stefano sia all’Ente Idrico Campano, è l’Acquedotto Meridionale, per la cui realizzazione il Pd Nazionale e il governatore della Puglia Emiliano negli anni indirizzato tutti i propri sforzi ovvero una  società partecipata del Ministero dell’Economia e dalle Regioni Puglia Campania e Basilicata che comprende anche l’Ente Irrigazione e che ha un programma investimenti di almeno 250 milioni di euro. Peccato che questa nuova società, che si nasconde dietro il paravento una governance affidata ad AQP, le cui quote sono della Regione Puglia, prevede l’ingresso di altre società di gestione sparse dal centro Italia in giù  che hanno forti percentuali di partecipazione privata.

Ciò detto, è evidente che il Sindaco Pepe abbia ben più a cuore il sistema dei carrozzoni politici cui intende garantire la sopravvivenza attraverso questo scellerato sistema di scatole cinesi piuttosto che la salvaguardia dell’acqua e delle fonti nonché la ripubblicizzazione del servizio idrico come sancito dal referendum del 2011!!!

Ma questo lo sapevamo già, altrimenti avrebbe già risposto alle sollecitazioni mie personali e dei cittadini attivi del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio che, sia in incontri presso il Comune sia attraverso istanze protocollate via pec, gli abbiamo sottoposto, in primis quella di dichiararsi favorevole alla trasformazione di Alto Calore Servizi in Azienda Consortile Speciale, sul modello della proposta fatta in Puglia dal Prof. Alberto Lucarelli [noto costituzionalista, estensore dei referendum del 2011, nonché unico in Italia ad aver operato la ripubblicizzazione di una società per azioni in azienda speciale nella sua qualità di Assessore ai Beni Comuni della città di Napoli] e non ultima l’adesione alla Carta di Bari per la difesa e la riappropriazione delle sorgenti, messe in pericolo dall’Acquedotto meridionale, redatta dalla Rete per la difesa delle fonti idriche del Mezzogiorno d’Italia.

Passiamo ora alle notizie che ci vengono dall’evento del M5S tenutosi ad Avellino. Anche qui il tema unico era l’Alto Calore Servizi ma, come ormai accade da oltre 2 anni, si è parlato quasi esclusivamente della sua enorme mole di debiti.

I candidati si sono prodigati nello sciorinare, in perfetto stile elettorale, la lista dei “desiderata”, primo fra tutti il fatto che, per salvare Alto Calore,  il M5S ricorrerà al Concordato preventivo in continuità, già utilizzato a Livorno e Roma.

Tuttavia siamo sempre e solo a livello di “desiderata”.

Ma cosa ha fatto negli ultimi due anni  il portavoce Sibilia, insieme alla consigliera sangiorgese Maio, che, non si capisce per quali suoi particolari meriti venga sempre chiamata in causa, se non mettersi nella scia delle tante altre denunce, anonime, dei sindacati, dei comitati civici, dei cittadini, depositate presso i Tribunali di Avellino e di Benevento? I due possono, oggettivamente vantare qualche risultato concreto sulla questione della gestione del servizio idrico?

Premetto che non è facile sbrogliare questa matassa, tuttavia ci sono importanti esempi, peraltro all’interno del M5S stesso e geograficamente molto vicini a noi, che testimoniano che con il lavoro e la costanza le cose si possono fare e bene. E’ il caso, infatti, della Puglia dove  i comitati per l’Acqua Pubblica e  le associazioni insieme al M5S regionale, dopo un lungo braccio di ferro, hanno obbligato il Presidente della Regione Emiliano a convocare un Tavolo Tecnico per la ripubblicizzazione di Acquedotto Pugliese. A questo tavolo è stato chiamato il prof. Alberto Lucarelli, noto costituzionalista, estensore dei referendum del 2011, nonché unico in Italia ad aver operato la ripubblicizzazione di una società per azioni in azienda speciale nella sua qualità di Assessore ai Beni Comuni della città di Napoli e, ad oggi, seppur con grandi difficoltà, il M5S sta lottando, forte anche della sinergia col territorio, per la ripubblicizzazione e per scongiurare la creazione dell’Acquedotto Meridionale.

Perché non sono stati avviati contatti con i comitati locali e con figure autorevoli nell’ambito della gestione dei beni comuni, lo stesso Lucarelli, Maurizio Montalto, Riccardo Petrella (solo per citare alcuni esempi)? Perché già due anni fa Sibilia non ha ritenuto di avviare un percorso di conoscenza, approfondimento e preparazione alla ripubblicizzazione anche di Alto Calore?

Eppure era stato lui stesso a proporre nel 2016 un documento da far sottoscrivere ai Comuni sanniti ed Irpini affinché manifestassero la propria volontà di far gestire il servizio idrico ad una società consortile speciale a capitale 100% pubblico in cui Alto Calore avrebbe dovuto trasformarsi!

Perché ci si è persi dietro gli esposti e le denunce e non si è lavorato, in sinergia con il territorio e con i consiglieri regionali, su questo tema?

Ma nella ripubblicizzazione il M5S sannita ed irpino ci crede veramente o no, visto che il candidato irpino Grassi nel suo intervento ha addirittura sostenuto che “…. Ci può essere anche una Spa ma le regole devono essere chiare. …”

Che in Irpinia e Sannio si abbiano poche idee e pure confuse???

In conclusione, mentre mi auguro e noi tutti cittadini attivi ci auguriamo che il M5S sannita ed irpino decida finalmente di diventare grande e cominci ad affrontare il tema acqua non solo dal punto di vista giudiziario, rivolgo un invito al Sindaco Mario Pepe: lasci perdere la Lega dei Sindaci e si concentri sul proporre e sostenere la ripubblicizzazione !

Sarebbe un atto di grande importanza a salvaguarda del diritto all’acqua e per la realizzazione dell’esito referendario del 2011! Sindaco Pepe, una volta per tutte, difenda i diritti dei cittadini, ora ne ha la concreta possibilità!