Benevento, truffa migranti: Di Donato il primo a comparire dinanzi al giudice

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Si è svolto stamattina, presso il tribunale di Benevento, l’interrogatorio di garanzia di due delle cinque persone agli arresti domiciliari per gli illeciti relativi alla gestione dei centri per i migranti nella provincia di Benevento.
Dinanzi al gip Gelsomina Palmieri sono comparsi: Paolo Di Donato, gestore di fatto dei centri di accoglienza e consulente del consorzio Maleventum, assistito dagli avvocati Nazzareno Fiorenza e Pietro Farina, e Giuseppe Pavone, dipendente del ministero di Giustizia, assistito dagli avvocati Luca Guerra e Giovanni Procaccini. Rinviati a Mercoledì gli interrogatori di Panzone, Ruta e Collarile.
Concitazione e toni alti hanno accompagnato quasi quattro ore di interrogatorio durante il quale Di Donato ha chiarito che, tra il 2015 e 2016 periodo al quale si riferiscono i fatti imputati, il Consorzio gestiva quindici strutture ciascuna con un responsabile che si occupava di prelevare i cittadini stranieri e, dopo aver espletato tutte le procedura per la loro accoglienza, li accompagnava nei centri ospitanti. In merito alle somme incassate anche in assenza di ospiti, la spiegazione è da imputare a meri errori dei responsabili delle strutture, secondo il Di Donato.
I rapporti con Pavone sono relativi, secondo la sua linea difensiva, a semplici informazioni che questi avrebbe fornito oralmente in merito all’esistenza di procedimenti a suo capo. Per l’imputazione di rivelazioni di informazioni coperte dal segreto d’ufficio, il Pavone è stato trasferito per competenza alla procura di Napoli.
Non convincono i magistrati le motivazioni addotte a difesa; sembrerebbe che Di Donato, in più di un’occasione, abbia ricevuto informazioni riservate sia in merito ad indagini gudiziarie in corso sia su controlli igienico-sanitari che sarebbero poi stati effettuati nei centri da parte dei NAS( Nucleo Antisofisticazione e Sanità). Al fine di consentirgli di eliminare irregolarità, il carabiniere Ruta, utilizzando suo figlio, carabinieri anche lui in servizio ai NAS forniva informazioni in merito ai controlli inerenti i centri.
Il fatto è veramente inquietante anche perché il Consorzio Maleventum quando ha denunciato per diffamazione Rosita Galdiero, segretaria della CGIL e la giornalista Teresa Ferragamo, che avevano segnalato le scandalose condizioni igienico-sanitarie del Centro Damasco di contrada Madonna della Salute a Benevento, ha fatto proprio riferimento ai controlli dei carabinieri del NAS che ad avviso di Di Donato e company, non hanno mai riscontrato alcuna violazione.
Mercoledì i magistrati ascolteranno le difese degli altri imputati che potranno chiarire il loro presunto coinvolgimento.