Daniel Panella, mister rivelazione del Campionato Provinciale Allievi

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E’ tempo d’estate, tempo di bilanci.

Neanche il tempo di mettere la parola fine ai Campionati provinciali e il grande “circo” del calcio e gia’ pronto a ripartire. Abbiamo incontrato mister Daniel Panella. Sconosciuto ai piu’, fino a poco tempo fa, oggi il giovane allenatore del Venticano Allievi e’ indicato, dagli esperti, come uno degli allenatori emergenti nel panorama calcistico provinciale. Gli abbiamo rivolto un po’ di domande sulla esaltante stagione appena conclusasi e sui programmi futuri.

Mister, iniziamo dalla fine. Al di là del risultato finale, il Venticano perde la finale provinciale ma esce dal campo a testa alta. A mente fredda, cosa cambierebbe di quella partita?

Senza dubbio il risultato ma, dato che non si può,… non cambierei nulla. I ragazzi hanno dato tutto dal punto di vista fisico, peccando forse un po’ nella fase di palleggio che solitamente ci riesce bene. Certo, il rammarico resta.

Qualcuno, nonostante le precarie condizioni fisiche, e’ voluto scendere in campo come ha fatto Fabio Pellegrinaggio, che ha fatto una grandissima stagione crescendo molto sotto il profilo tecnico-tattico. Nicholas Del Grosso – che ha vissuto una stagione straordinaria mostrando il meglio di sé – e Andrea Barrasso – che pur non giocando per lunghi tratti della stagione nel suo ruolo abituale – hanno dato il massimo ma sono venuti meno proprio nello sprint finale. Non è stato facile arrivare in finale cosi’ come non è stato facile giocarla contro la squadra più forte del torneo e, per giunta, sul loro terreno di gioco al quale non eravamo certamente abituati. Cio’ nonostante, abbiano interpretato la gara nel migliore dei modi finendo i 90 minuti sullo 0 a 0 e “cedendo” solo ai supplementari. Usciamo a testa alta non solo da questa finale ma dall’intero campionato perché non dobbiamo dimenticare che le quattro semifinaliste sono state le prime quattro del nostro girone e hanno eliminato le quattro dell’altro girone dando vita a 2 semifinali avvincenti.

La sua squadra ha giocato contro avversari bravi tecnicamente, come si dice in gergo, in palla senza mai perdere la concentrazione e la grinta. Tuttavia, la stanchezza dopo novanta minuti giocati sotto un sole cocente, alla fine ha preso il sopravvento. Non crede che abbia pesato molto sul risultato finale anche la panchina troppo corta della sua squadra?

Mi preoccupo sempre e soprattutto della mia squadra ma pur riconoscendo che la “Leonardo Surro” fosse la compagine più forte – e lo ha dimostrato vincendo tutte le partite di questo campionato -, la mia squadra avrebbe potuto e dovuto giocare di più la palla, ma purtroppo è andata cosi e sono soddisfatto dell’impegno e la determinazione che ci hanno messo. Ho sempre detto che la forza di questo gruppo sono stati i ragazzi che hanno giocato meno in quanto non si sono mai lamentati dando sempre una spinta in più ai compagni, parlo dei vari Loffredo, A. Nardone, Yousef Ezzendani, Federico De Pietro, Simone Vacca, Enzo Moscaritolo, Luca Mercurio, Manuel Pepe, Luigi Molignano e Carmine Grieci.

Di solito lavoro con i calciatori che si mettono a disposizione e devo dire che l’ottimo D.S. Antonio De Nunzio, con la collaborazione del Presidente Elisiario Nardone, hanno messo a disposizione un gruppo “sano” e dei ragazzi con tanta voglia di imparare ancora. Voglio sottolineare anche e soprattutto l’ottimo lavoro svolto da mister Leonardo Lardieri che mi ha permesso di “pescare” qualche ragazzo del gruppo giovanissimi per poter avere qualche scelta in più.

Come intende ripartire il prossimo anno. Con la stessa rosa oppure ha già pensato a qualche rinforzo, semmai attingendo nel settore giovanile di questa società che continua acrescere?

Questa domanda è di buon auspicio poiché da per scontata la mia riconferma. La società farà le proprie valutazioni e se sarà il caso parleremo della riorganizzazione della squadra ripartendo da chi vorrà ancora divertirsi con questa società. Come hanno fatto quest’anno i vari Alberto De Pietro, Beatrice, Zirilli, Rossetti, D’ambrosio alcuni dei ragazzi non di Venticano ma che hanno dato il massimo per onorare questa maglia. Altri hanno dimostrato di essere pronti per il salto di qualità, parlo del capitano Antonio Pepe, del vice Carmine Villani e di Marco Mirra. Inoltre la società stà per raccogliere due promettenti ragazzi classe 1995 di Montemiletto parlo di Aresini e Bellarosa.

Per la prima squadra le cose sono andate diversamente. Cosa pensa di questa retrocessione, quali sono state, secondo lei le cause?

Quando si vince, come quando si perde non può esserci una sola causa, diciamo che forse la decisione di sostituire Renato Mottola sia stata prematura da parte della società. Ho cominciato questa stagione come vice di Mottola e come Mister della Juniores e secondo me stavamo facendo un buon lavoro inquanto le due squadre debbono essere strettamente collegate cosi come si stava facendo col Mister sannita. In più i giovani calciatori si stavano comportando molto bene nei due campionati creando realmente un buon gruppo. L’arrivo di Mister Spica e del suo staff, forse, ha creato un po’ di squilibri che, poi, hanno portato alla mie dimissioni dalla Juniores che, mi piace ricordarlo, in quel momento occupava il terzo posto con una differenza reti che faceva invidia alla capolista Atripalda.

La crisi che attanaglia il calcio, si fa sentire anche nei dilettanti. A Venticano, ci sono due società di calcio. Non crede sia meglio e più utile unire le forze?

Credo che alcuni dei ragazzi che hanno militato quest’anno nello Sporting Venticano abbiano l’esperienza necessaria per poter giocare in promozione, ma tutto stà nella volontà di volersi impegnare seriamente affrontando non solo l’impegno della domenica ma anche e soprattutto gli allenamenti settimanali. Credo che l’unione se “sana” faccia sempre bene soprattutto allo sport che è simbolo e sinonimo di Unione.

La squalifica?

Sono per la cultura dell’esempio non devo dimostrare nulla. A chi ha detto che non posso allenare, rispondo con questo risultato per il momento.

Nella mia modestissima carriera da calciatore ho preso una sola espulsione per doppia ammonizione. Ho sofferto molto il fatto di non poter condividere l’emozione del campo con i miei ragazzi ma è andata così ed è giusto che chi sbaglia paghi. Dispiace, tuttavia, che io pagato per un gesto “ingigantito” dalla persona che lo ha subito e che non doveva neanche essere lì. Cosi’ come mi dispiace che abbia dettato lui il referto al giovane arbitro. Sono cose che fanno male al calcio e forse un po’ di attenzione in piu’, anche da parte della Federazione, non guasterebbe. I giovani arbitri devono fare “gavetta” ma si utilizzi un criterio anche per loro evitando di mandare sui campi delle prime giovani alla loro prima esperienza assoluta.

Un arbitro puo’ essere piu’ o meno bravo, questo conta poco e non  si discute, ma solo un arbitro che conosce le regole può farle rispettare.

Quali sono i suoi programmi per il futuro?

Mi auguro che questo settore giovanile nato da 2 anni continui a crescere e a dare opportunità a questi ragazzi. Spero di ritrovare tutti i miei ragazzi, di continuare il più possibile ad insegnare calcio, di continuare a lasciare in ognuno di loro qualche mio umile insegnamento non solo calcistico…