La Voce …dei Partiti: 20 anni fa veniva assassinato il Giudice Falcone, il suo ricordo vive in noi.

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Dal segretario del Pd di Serino riceviamo e pubblichiamo:

La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.” Così il giudice Giovanni Falcone in un’intervista a Rai3. Domani 23 Maggio ricorrerà il ventesimo anniversario del suo brutale assassinio, di sua moglie Francesca Morvillo, e degli agenti di scota Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Di Cillo. Si potrebbe scrivere tanto circa i risultati straordinari che il Giudice Falcone, insieme ai colleghi della Procura di Palermo, in primis Paolo Borsellino, riuscì ad ottenere nella lotta contro il crimine organizzato. Dalla creazione del Pool Antimafia, voluto dal Procuratore capo, Antonino Caponnetto, che rivoluzionò il metodo investigativo della lotta alla mafia, alle decine e decine di arresti eccellenti. Giovanni Falcone fu il primo a capire l’importanza dei collaboratori di giustizia, mutuando dall’esperienza dell’FBI tale tecnica. Fu grazie alla collaborazione di Tommaso Buscetta che si conobbe com’era strutturata la mafia, l’esistenza della cosiddetta “cupola” ed i rapporti di questa con “cosa nostra”. Quello che però mi preme evidenziare in questa mia breve riflessione sono i tanti ostacoli e i tentavi di discredito che il magistrato dovette subire nel corso della sua attività. Ilda Boccassini, nel ricordare l’amico e collega, arrivò a dire che fu sempre “trombatissimo” prima ancora che dalla politica da una parte della magistratura alla quale aveva praticamente dedicato, con slancio ed abnegazione, la propria vita. Il 16 Novembre 1987 segnò uno spartiacque nella lotta alla malavita. Durante il primo maxi processo della storia contro “cosa nostra” si arrivò alla sentenza che portò a 360 condanne per complessivi 2665 anni di carcere e undici miliardi e mezzo di lire di multe da pagare. Risultato storico che premiò il duro lavoro dei Giudici Falcone, Borsellino e di tutto il Pool Antimafia. Per questioni di sicurezza; e a seguito degli omicidi di Beppe Montana, commissario della squadra mobile di Palermo e del poliziotto Ninni Cassarà; i giudici Falcone e Borsellino, con le rispettive famiglie, dovettero trasferirsi presso il carcere di massima sicurezza dell’Asinara al fine di completare gli atti istruttori del maxi processo a cosa nostra. Per ringraziamento di tale sacrificio Falcone e Borsellino dovettero pagare di tasca propria le spese di “soggiorno” all’Asinara. Nei confronti di Falcone si innescò una vera è propria “macchina del fango” tesa a distruggerlo, prima ancora che fisicamente, umanamente e professionalmente. Fu massiccio l’attacco di una parte dell’informazione e di una parte della politica e della magistratura. In quel contesto giova ricordare l’episodio che vide protagonista l’allora sindaco di Palermo, oggi deputato dell’IDV, Leoluca Orlando che accusò Giovanni Falcone di trattenere nel cassetto prove e documenti riguardanti alcuni politici. Il 15 Ottobre 1991, dunque pochi mesi prima del suo omicidio, Falcone fu addirittura costretto a difendersi di fronte al CSM dalle accuse di Orlando oggi rieletto sindaco di Palermo, per la quarta volta, con una percentuale che supera il 70% dei voti. Le idee del Giudice Giovanni Falcone restano e per dimostrare che esse continuano a camminare sulle nostre gambe parteciperemo attivamente alla commemorazione del ventennale dalla strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, attraverso la nostra adesione alla “Traversata della Legalità”. Manterremo così vivo il ricordo all’insegna del contrasto ad ogni forma di illegalità e di “strategia della tensione” in atto nuovamente nel nostro Paese. Il nostro pensiero in queste ore è rivolto al brutale attentato avvenuto a Brindisi nei pressi della scuola intestata a Francesca Morvillo Falcone, che ha portato all’uccisione della sedicenne Melissa Bassi ed il ferimento di altri 5 studentesse di cui una in modo grave. Possiamo solo ipotizzare, in queste ore, la matrice dell’attentato. Di certo sappiamo che chiunque si sia macchiato di questo orrendo crimine ha voluto colpire per uccidere e distruggere le basi su cui si fonda il futuro del nostro Paese, cioè la scuola ed i giovani che ne fanno parte. All’atto terroristico c’è stata una risposta immediata, e su tutto il territorio nazionale, attraverso tanti presidi di solidarietà. Dopo il presidio tenuto ad Avellino, la sera stessa dell’attentato, con studenti, professori, cittadini, esponenti politici e delle associazioni porteremo il ricordo di Melissa attraverso il lungo corteo che avrà luogo tra le strade di Palermo in ricordo del Giudice Falcone e di tutte le vittime della mafia. Continueremo a proporre iniziative nelle prossime settimane per tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo nel nostro Paese. Partiremo dalla richiesta del Circolo dei Giovani Democratici e del PD “E. Berlinguer” rivolta al Comune di Serino per ricordare nella prossima seduta del consiglio comunale quanto successo presso l’istituto professionale Morvillo Falcone chiedendo d’invitare per l’occasione un componente dell’Amministrazione brindisina. Inoltre il 23 Maggio, mentre parte di noi sarà impegnata a Palermo nella “marcia della legalità”, il Circolo PD di Forino “Cesare Parise” terrà il dibattito pubblico, presso la Biblioteca comunale a partire dalle ore 20.00, dal titolo: “A venti anni dalla strage di Capaci e via D’Amelio”.

L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza”.

Marcello Rocco Segretario PD Serino Componente Assemblea reg. PD Campania