TUTTO CAMBIA. NULLA E’ DIVERSO

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Carta vetrata foto

Spettatori impotenti. Ecco come ci siamo ridotti; come si è ridotta la stragrande maggioranza dei quaranta milioni e passa di adulti italiani ai quali, tra poco, non rimarranno nemmeno gli occhi per piangere.

Impotenti in un Paese alla deriva, in cerca di un faro che non c’è.

Dopo mesi di tempesta mediatica sulla legge elettorale, il finanziamento dei partiti, la riforma del lavoro, la legge di stabilità durante i quali siamo stati tutti sballottati come ramoscelli da una tassa all’altra senza se e senza ma, ecco che all’improvviso ci risvegliamo addirittura in piena campagna elettorale con una indescrivibile sensazione di smarrimento.

Siamo tutti sconcertati, è vero, perché quella che è iniziata ieri mattina, e che ai più appare essere una delle campagne elettorali più “sconvolgenti” di questo Paese, in fondo è la stessa solfa di sempre. È come se le lancette dell’orologio fossero tornate all’indietro nel tempo. Gli stessi partiti, le stesse sirene, persino gli stessi argomenti di chi già affila le armi per darsi battaglia ed offuscare, ancora una volta, le menti dei milioni di marinai abbandonati su questa nave senza nocchiere.

Chiudono le fabbriche, aumentano i disoccupati, impazziscono le tasse. Persino ai malati e ai diversamente abili vengono negati i diritti più elementari. La gente non ce la fa più, i giovani non hanno più speranze, gli imprenditori sono all’ultimo atto; siamo tutti in ginocchio. Tutto, insomma, è cambiato e sta cambiando in questo Paese dove è sempre più evidente lo sfacelo sociale ed economico creato dai nocchieri della prima e seconda Repubblica.

Ciò che non cambia sono i protagonisti, sempre più blindati nei loro palazzi di vetro e lontani dalla gente comune. Ancora una volta nella loro dorata buvette a fare colazione, tutti insieme bianchi e rossi, azzurri e verdi; sorridenti per questa magnifica giornata che, in fondo, non cambia nulla agli italiani ma che, invece, in un sol colpo, allontana i “mercanti dal Tempio” e rimuove le preoccupazioni del Palazzo legate ad una nuova legge elettorale e soprattutto a nuovi criteri di finanziamento dei partiti.

È un problema di calcoli e con buone probabilità il Governo arriverà a fine mandato.

Ma che vergogna, quanta rabbia.