Mons. Accrocca, Arcivescovo di Benevento, scopre un particolare ignoto nell’affresco di Giotto

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Grande scalpore sta destando l’annuncio di una scoperta che ha permesso di focalizzare l’attenzione su un particolare finora ignoto notato nel ciclo di affreschi della Basilica Superiore di Assisi da mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento, uno dei massimi esperti mondiali sul francescanesimo: suoi sono numerosi studi sul Santo di Assisi e sull’attualità del suo carisma a circa otto secoli dalla morte.

La disputa ha per oggetto l’affresco San Francesco davanti al Sultano (o Prova del fuoco): si tratta dell’undicesima delle ventotto scene ritraenti le Storie di san Francesco, attribuita a Giotto e realizzata verosimilmente tra il 1295 e il 1299; il dipinto misura 230×270 cm. La scena è dominata dalla figura dell’Assisiate che si rivolge al Sultano d’Egitto Malik-al-Kamil – l’incontro tra i due  avvenne il 24 giugno 1219 – sfidandolo alla prova del fuoco: se il Santo fosse sopravvissuto alle fiamme, lui e il suo popolo si sarebbero convertiti a Cristo. Sulla sinistra si notano due religiosi musulmani che si dileguano dinanzi alla temerarietà della richiesta e lo stesso Sultano rifiuta la prova  per paura di una rivolta popolare.

Il dibattito di questi giorni, che sta facendo discutere pittori, scrittori, teologi e restauratori, ruota proprio intorno al fuoco che fa da punto di fuga nell’immagine: secondo mons. Accrocca “guardando il dettaglio del fuoco al computer, insieme a Fra’ Carlo Bottero, Direttore della Biblioteca del Sacro Convento, ci siamo accorti della presenza di un elemento mai notato finora, ossia un serpente-drago: il fuoco non scaturisce da una catasta di legna, ma da questo animale che bruciandosi si dimena e alimenta la fiamma”.

Nella visione medioevale il drago rappresenta il Demonio e il suo bruciare richiama l’immagine del trionfo del bene sul male. “Ho buoni elementi per credere nella fondatezza di tale ipotesi – ha precisato il Presule beneventano – sono ancora in corso alcuni miei studi su questo aspetto, ma ho motivo di ritenere che si tratti proprio della sconfitta del Demonio”.