Acqua, la Camera approva emendamento Pd: Gestione pubblica prioritaria, non obbligatoria

138

ROMA – Gestione pubblica solo in via prioritaria ma non obbligatoria, M5S e Sel sul piede di guerra.

E’ quanto scaturisce dalla decisione di oggi del governo, che ha stralciato dalla proposta di legge del M5S l’articolo 6 sulla ripubblicizzazione che avrebbe permesso l’applicazione del referendum del 2011.

La Commissione Ambiente della Camera ha approvato l’emendamento del Pd alla proposta di legge che, a cinque anni dal referendum sull’acqua pubblica, intendeva recepire l’esito di quella consultazione (che raccolse il favore di 27milioni di votanti): la proposta di modifica prevede la soppressione dell’articolo 6 del testo che definiva il servizio idrico integrato quale “servizio pubblico locale privo di rilevanza economica” e ne disponeva l’affidamento esclusivo a enti di diritto pubblico.

La norma vietava l’acquisizione di quote azionarie di società di gestione del servizio idrico integrato. L’emendamento Pd, riformulato dal relatore, alla proposta dispone l’affidamento diretto del servizio idrico “in via prioritaria” in favore “di società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo per la gestione in house, comunque partecipate da tutti gli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale”.

L’emendamento, approvato con il voto contrario dei deputati M5s e SI-Sel, è passato nonostante il parere negativo del Ministero dello Sviluppo Economico.

Proprio i parlamentari pentastellati e quelli di Sel hanno manifestato con cartelli davanti a Montecitorio: “Arroganza della maggioranza senza confini, l’acqua non si vende“. I deputati del M5S hanno annunciato che ritireranno la firma dal provvedimento.