Acqualonga, oggi la sentenza di primo grado

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Acqualonga, oggi dopo cinque dolorosi anni la sentenza sulla strage del viadotto autostradale a Monteforte irpino

Oggi presso il Tribunale di Avellino la sentenza di primo grado sulla strage dell’autobus sul viadotto di Acqualonga del 23 luglio 2013 in cui persero la vita ben 40 persone.

Avellino

ll giudice ha emesso la sentenza a carico di Gennaro Lametta, il principale imputato, nonchè fratello di Ciro Lametta, l’autista dell’autobus, di Antonietta Ceriola e Vittorio Saulino in qualità di funzionari della motorizzazione e dei dirigenti e funzionari di Autostrade per l’Italia, a partire dall’amministratore delegato Giovanni Castellucci, e degli altri 11 tra direttori di tronco, responsabili della manutenzione, della programmazione finanziaria e della progettazione.

La condanna più grave è stata per Gennaro Lametta, titolare della società che gestiva il pullman,  accusato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso in atto pubblico e per lui è stata confermata la richiesta avanzata dal pm Rosario Cantelmo, ovvero 12 anni di reclusione.

Come funzionario della Motorizzazione Civile di Napoli, solo Antonietta Ceriola è stata condannata a 8 anni di reclusione, mentre Vittorio Saulino è stato assolto. Assolti anche  Giovanni Castellucci, amministratore delegato Autostrade, per non aver commesso il fatto, Riccardo Mollo, dirigente autostrade, (pm 10), Giulio Massimo Fornaci, dirigente autostrade, (pm 10 anni), Antonio Sorrentino, dirigente Autostrade, (pm 10 anni), Michele Maietta, dirigente Autostrade, (pm 10 anni), Marco Perna, dirigente Autostrade, pm 10 anni.

Per i dirigenti di Autostrade la condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione : Gianni Marrone,  (pm 10 anni), Gianluca De Franceschi, pm (10 anni), Paolo Berti, (pm 10 anni), Nicola Spadavecchia, (pm 10 anni). Condanna a 5 anni di reclusione: Michele Renzi, direttore tronco Autostrade, (pm 10 anni) e Bruno Gerardi (pm 10 anni).

Una sentenza questa che ha lasciato sconcertati i parenti delle vittime che presenti stamane all’udienza hanno manifestato con profondo dolore la propria delusione per l’assoluzione dell’Amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci.

Queste le dichiarazioni di Giuseppe Bruno, Presidente dell’Associazione delle vittime “Vittime dell’A16 uniti per la vita” che perse entrambe i genitori in quella tragedia:« Non ci sono parole per esprimere la grossa delusione di stamane. Non ci aspettavamo certo questa sentenza che rappresenta per noi un bluff. Castellucci non è solo responsabile della morte di quelle 40 persone, ma di tutti i loro familiari, nonchè delle altre 43 vittime del ponte di Genova. Su quel tratto autostradale vi è una documentazione che attesta la mancata volontà di Castellucci e Mollo di ristrutturare i new jersey risalenti agli anni ’88/89. Il Procuratore di Avellino ci ha dimostrato fattiva collaborazione ed è proprio da questa documentazione che ci prepariamo all’appello. Oggi abbiamo avuto modo di verificare che la Legge non è uguale per tutti».