Agrisemi Minicozzi, scatta l’allarme: le esalazioni del grano avariato possono essere letali

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BENEVENTO – “Aiutateci a non morire: se ci siamo salvati dall’acqua dell’alluvione e dell’esondazione del fiume Tammaro ora non vorremo morire per le esalazioni degli oltre 60mila quintali di grano avariato, semi, concimi, granaglie, andati distrutti dall’acqua e che ancora sono in giacenza in quel che è rimasto dello stabilimento e che non riusciamo a smaltire”.

Questo l’allarme lanciato dall’azienda con una missiva indirizzata al Prefetto di Benevento, Paola Galeone, e al neo Commissario Delegato per l’Emergenza Alluvione nel Sannio, Giuseppe Grimaldi.

“A 40 giorni dall’alluvione – spiega Antonio Minicozzi, amministratore dell’Agrisemi – continuiamo a spalare fango dai locali di quello che è rimasto del nostro opificio che l’alluvione e la esondazione del mese di ottobre ha distrutto. La cosa assurda è che, mentre cerchiamo di sistemare i locali e di recuperare il recuperabile nella struttura, dovremmo tentare di smaltire migliaia di quintali di grano, che era pronto per la consegna, andato distrutto dall’acqua.

Sarebbe necessario, anche per evitare inquinamenti, trasferire tale materiale in un impianto di compostaggio e di digestione anaerobica ma occorrerebbero almeno 200 tir per il trasporto e tanto denaro che non abbiamo. Stiamo tentando di salvare il salvabile tra mille difficoltà: finita la fase emergenziale, infatti, non abbiamo nemmeno più l’acqua né l’energia elettrica, necessarie per continuare nella pulizia dello stabile mentre le strade di accesso allo stabilimento sono ancora ingombrate dal fango: dove sono gli aiuti?”.

Pertanto la richiesta di un incontro con il Prefetto ed il neo commissario affinchè si possa “aiutare una azienda solida, fino a prima dell’alluvione, che dà occupazione a 30 persone. Un’azienda che collabora con la Barilla e attorno alla quale ruotano cinquemila piccole imprese agricole fornitrici di ottimo grano delle province di Benevento, Avellino e Caserta”.