Alto Calore. I disservizi e le “ombre” del consorzio idrico in un articolo dell’ “Espresso”

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BENEVENTO- Finisce sul settimanale l’ “Espresso”, la questione legata ai disservizi idrici e alle speculazioni di cui viene accusato il consorzio Alto Calore, che fornisce i rubinetti di molti paesi del beneventano e dell’avellinese.

L’articolo dal titolo “Chi specula sull’acqua del Sannio” scritto da Martino Villosio, si interroga sul ruolo e il funzionamento del consorzio idrico, accusato di essere una roccaforte di segnalazioni, assunzioni “politiche” e pilotate, e di aver circa 87 milioni di debiti, tra erario, distributori, ditte impiegate nella manutenzione delle reti e gli stessi comuni, che aspettano di riscuotere una somma tra i 15 e i 20 milioni di euro.

Le accuse, che riguardano anche le nomine poco trasparenti dei consiglieri del CdA del consorzio idrico, vengono da diversi comuni forniti dall’Alto Calore, tra cui il sindaco di Amorosi Giuseppe Di Cerbo, e Gabriele Corona, presidente di AltraBenevento, associazione che da diversi anni si interessa delle risorse del territorio sannita e del loro utilizzo per le comunità locali, controllando da vicino i “retroscena” delle scelte ambientali e dello sviluppo del territorio beneventano.

Nell’articolo, oltre alle accuse, sono presenti anche le dichiarazioni e le spiegazioni del direttore generale della società di servizi idrici, Eduardo Di Gennaro, in merito alle cospicue spese che dovrà sostenere l’Alto Calore.