Altrabenevento, occorre azione investigativa più ampia per contrastare corruzione

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BENEVENTO – “E’ nato a Benevento, finalmente, il coordinamento provinciale di Libera, associazione contro le mafie, al termine di una manifestazione nel corso della quale sono intervenuti il Procuratore della Repubblica, il Prefetto, l’Arcivescovo e il Sindaco. Di particolare interesse è stato l’intervento finale di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, il quale per la prima volta in modo molto chiaro, ha riconosciuto che le tante manifestazioni con autorità varie per predicare il rispetto della legalità, sono servite  a poco perchè le mafie si stanno organizzando e la corruzione dilaga”.

Inizia cosi una nota dell’associazione Altrabenevento, a firma del presidente Gabriele Corona.

“Aggiungo – continua Corona – che anche le estorsioni e l’usura sono cresciute nonostante i tanti finanziamenti pubblici concessi alle associazioni antiracket che molte volte si sono confuse con Libera, com’è accaduto a Benevento.

Francamente mi pare che le parole di don Ciotti sono una sincera autocritica di Libera che nonostante l’impegno quotidiano per la lotta concreta alle mafie, non è stata altrettanto efficace nel contrasto alla corruzione e molte volte ha di fatto dato la possibilità a diversi politici o rappresentanti istituzionali di fare “passerella” per incitare altri al rispetto della legalità.

Siamo sicuri che anche il coordinamento provinciale appena eletto, riconosce la necessità di andare oltre le celebrazioni in una città sempre di più stritolata dal particolare rapporto che qui si è creato tra corruzione e criminalità, anche grazie a quei diversi rappresentanti istituzionali che per molti anni hanno voluto minimizzare il livello di malaffare endogeno concentrandosi solo sul pericolo di infiltrazioni esterne. Sono pertanto cresciuti a Benevento i cinque gruppi criminali censiti dalla Direzione Nazionale Antimafia e nessuna indagine ha finora scoperto la piaga del riciclaggio di denaro sporco.

E’ cresciuta pure la corruzione nella pubblica amministrazione anche grazie alle diverse clamorose sentenze di assoluzione e/o prescrizioni. Il caso del Comune di Benevento non è unico ma è emblematico. Dopo il clamore degli arresti per l’operazione “Mani sulla città” una delle grandi inchieste sulle tangenti e le truffe a danno della collettività negli anni 2005-2010, il processo prosegue con la quasi automatica trasformazione dei testimoni in imputati. In queste condizioni si può ancora chiedere ai cittadini di denunciare il malaffare?

L’azione della magistratura appare comunque non efficace al punto che dopo periodici arresti, i casi di tangenti per appalti truccati continuano ad emergere probabilmente perchè il quadro di riferimento continua ad essere molto parziale. Certo fa effetto, soprattutto dal punto di vista mediatico, scoprire l’uso dell’endoscopio, ma le indagini sulle opere pubbliche o le truffe al Comune di Benevento dovrebbero andare oltre, magari coordinando o recuperando esposti, segnalazioni o pezzi di attività investigative che da sole risultano parziali, oppure verificando il rapporto tra grandi progetti e gli interessi di alcune famiglie, come ad esempio la Piattaforma Logistica, il PRUSST, l’Housing Sociale, la mensa scolastica,  il “salvadanaio” dei debiti fuori bilancio, gli arbitrati persi dal Comune e le case  dello IACP, le nomine e gli scontri tra i dirigenti.

Siamo disposti – conclude – a collaborare con Libera sulle azioni concrete per fronteggiare il malaffare e magari per pretendere dalle istituzioni preposte una azione più incisiva, ma non parteciperemo a passerelle retoriche”.