Amianto, prepensionamento per i lavoratori

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L’on. Generoso Maraia comunica che nella legge di bilancio ci sarà anche il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto

Ancora una volta l’Irpinia è al centro del lavoro istituzionale di tutta la squadra dei parlamentari del Movimento 5 Stelle per garantire il prepensionamento dei lavoratori che hanno contratto patologie da esposizione all’amianto.

A comunicarcelo è l’on. Generoso Maraia che ha voluto ringraziare da subito tutti i suoi colleghi, Maria Pallini, Michele Gubitosa ed Carlo Sibilia, che in qualità di  Sottosegretario si è fatto promotore presso il Governo delle loro istanze.

Nella legge di bilancio, oltre alla pensione di cittadinanza ed alla quota 100, ci sarà anche il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto. Una norma made in Irpinia a cui ha lavorato personalmente Maraia con i colleghi del territorio, al fine di portare a casa obbiettivi ben precisi: non lasciare nessuno indietro, evitare le discriminazioni, dare serenità a chi ha subito danni alla propria salute.

amianto

La norma sul prepensionamento riguarda tutti i lavoratori esposti ad amianto, ma è stata scritta pensando ai lavoratori dell’ex Isochimica.

La norma nasce da una storia ben precisa, dalla mattanza dei 300 operai
di Avellino, dalla sofferenza della nostra terra, dalle speranze delle famiglie irpine che ancora oggi chiedono giustizia.

Queste le parole di Maraia:«Sono contento che questo lavoro sia stato coordinato da Maria Pallini, da una deputata del Movimento di Avellino. Sono finiti i tempi in cui a denunciare e a battersi per i lavoratori ex Isochimica era solo mio padre Giovanni Maraia, all’epoca dei fatti un giovane trentenne di Ariano che, volantini in mano, andava davanti i cancelli dello stabilimento per informare gli operai della pericolosità del loro lavoro.

Certo da allora sono state tante le conquiste: la chiusura dell’azienda, la legge sull’amianto del 1992, l’istituzione presso l’ospedale di Avellino dell’unità di sorveglianza sanitaria che, insieme all’INAIL, consentirà di utilizzare al meglio la norma che abbiamo approvato.

Oggi quella battaglia è diventata una lotta comune.

Il nostro pensiero costante è quello di riuscire a garantire tutti, indipendentemente dalla storia previdenziale, dal tipo di cassa in cui sono stati versati i contributi: indipendentemente da tutti quei complessi requisiti burocratici che hanno reso una giungla ciò che doveva essere la tutela di un diritto. Nel tempo vogliamo tutelare non solo i lavoratori malati, ma anche le famiglie di quelli che purtroppo non ci sono più perché strappati prematuramente all’affetto dei loro cari. Vogliamo garantire anche i lavoratori sani, che vivono comunque nella costante preoccupazione di poter un giorno contrarre gravi patologie.

Vogliamo, inoltre, seguire le procedure di bonifica ed estendere la sorveglianza sanitaria anche agli abitanti del quartiere Borgo Ferrovia, dove si trova l’ex Isochimica, la cosiddetta fabbrica dei veleni. Per fare questo ci vorrà tempo e studio. La norma approvata nella legge di bilancio, per ora, riguarda solo gli operai malati.

Le molte leggi che si sono succedute negli anni, dal 1992 ad oggi, hanno
garantito il pensionamento ad alcuni ed hanno escluso altri, generando discriminazioni inaccettabili. Per eliminare tutte queste ingiustizie accumulatesi in oltre 25 anni, ci vorrà ancora tanto lavoro.

Bisogna rimettere mano all’intera materia. Una legge sull’amianto unica per tutti.

Qualora la norma da noi approvata dovesse escludere alcuni lavoratori tra quelli malati che necessitano del prepensionamento, siamo pronti a proporre nuovi emendamenti, magari anche al Senato. Siamo infatti in contatto con i colleghi senatori per valutare al meglio se c’è qualcosa da rivedere e migliorare all’interno del nostro emendamento.

Solo lavorando tutti insieme, spalla a spalla, coinvolgendo ex lavoratori, Ministero, INPS ed INAIL, potremo compiere una vera rivoluzione in materia di esposizione all’amianto durante gli anni di questa legislatura».