Aquilonia, sì al comitato promotore: Biodistretto ai nastri di partenza

258

AQUILONIA – Parte da Aquilonia il progetto relativo al Biodistretto.

Al termine dell’incontro pubblico tenuto ieri presso la Casa della Cultura, infatti, è stato messo nero su bianco il primo passo, vale a dire la realizzazione del Comitato Promotore. “L’obiettivo – ha spiegato Mirco Annunziata, assessore comunale di Aquilonia – è quello di sensibilizzare il mondo agricolo rispettp allo sviluppo di agricoltura biologica e legare quest’ultima a un turismo ecosostenibile”.

Il Biodistretto, come hanno spiegato i diversi relatori, non è altro che un patto tra associazioni, istituzioni, cittadini, operatori turistici per la valorizzazione ecosostenibile del territorio. Da questo punto di vista, fondamentale è stato il contributo, in termini di esperienza, di Emilio Buonomo, presidente del Biodistretto Cilento, il primo nato in Italia. “Abbiamo messo insieme 37 comuni – ha affermato Buonomo -, e oggi la Regione Campania si sta avvicinando alla realizzazione di una legge per disciplinare la materia. Ci sono alcune azioni che i comuni devono compiere prioritariamente, su tutte la creazione di mense scolastiche biologiche. Con l’Università degli Studi di Salerno stiamo studiando le caratteristiche chimico-fisico-organolettiche dei prodotti da scaffale e dei nostri, e al termine elaboreremo un report”, ha aggiunto Buonomo.

Un tasto su cui ha premuto anche Luigi Daina, vicepresidente dell’Associazione Italiana Agricoltori Biologici: “Oggi l’Europa premia chi si dedica al biologico”, ha affermato. Della parte legislativa ha parlato anche Salvatore Basile, presidente dell’associazione International Network of Eco Regions, soffermandosi sulla legge sul Biodistretto varata dalla Camera e ora al vaglio del Senato: “Per fortuna – ha affermato – si è deciso per l’approccio bottom up, vale a dire dal basso. Saranno cioè i territori stessi a decidere dove nascerà un Biodistretto e quali comuni comprenderà. Con il Comitato promotore si potrà dare il via a una serie di incontri e concertazioni con le realtà locali”. Al centro della discussione anche la filiera olivicola che ha visto la nascita in Baronia e nell’Alto Sele: “All’inizio erano dodici aziende – ha affermato Annamaria Ardente -, agronoma, che ha seguito il progetto -, poi sono diventate oltre ottanta, a testimonianza del fatto che la produzione di qualità si può fare e si deve fare. In dieci anni, i quantitativi di olio immessi sul mercato sono aumentati, così come la richiesta nazionale. Il tutto con olive del territorio. Molte aziende si sono convertite al biologico dal metodo convenzionale, perché il mercato spesso lo richiede”.

Anche l’eolico ha però trovato spazio nel dibattito: è compatibile con il disciplinare del Biodistretto?, ha chiesto un agricoltore dalla platea. “È importante l’elaborazione del piano strategico ad opera del comitato promotore per decidere quali sono i fattori critici”, ha risposto Salvatore Basile. “Da alcuni anni sta accadendo qualcosa sul territorio – ha concluso i lavori il sindaco di Aquilonia Giancarlo De Vito – che fino a qualche anno fa non era immaginabile, come la creazione della Comunità dell’Alta Irpinia o il Contratto di Fiume. Vuol dire che stiamo cambiando, e questa occasione di discussione sul Biodistretto ci fa mettere l’accento su un qualcosa di fondamentale per la nostra salute, il cibo. Questa è un’occasione da non perdere”.