Artico retrocede il Catania e tira in ballo l’Avellino. Taccone Jr.: …E basta!

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AVELLINO – Dunque è ufficiale. Il Tribunale Nazionale Federale Figc per “Treni del gol”, lo scandalo delle partite comprate dal Catania Calcio, retrocede i siciliani in Lega Pro come aveva chiesto Palazzi ma con 12 punti di penalizzazione da scontare nel prossimo Campionato ed una multa di 150mila euro. Ma non è tutto.

Leggendo il dispositivo della sentenza, infatti, viene puntualizzato che “risulta accertato che tutte le gare oggetto di contestazione disciplinare sono state effettivamente alterate, compreso Catania-Avellino dello scorso campionato”.

Una doccia fredda per l’Avellino ed i suoi tifosi. Proprio così perché l’impianto accusatorio ha retto e Artico ora è pronto a colpire l’Avellino con un provvedimento di deferimento per responsabilità oggettiva.

Nessuno, al momento, conosce le “verità” di Artico ma una cosa, a questo punto, appare certa. Al di là delle dichiarazioni di Pulvirenti, che nelle sue confessioni non ha mai parlato dell’Avellino, e delle farneticazioni di Lotito, che ha tirato in ballo nientedimeno che un esorcista, qualcosa deve essere successo in quel 29 marzo scorso.

Dalla sua pagina Facebook, ieri Massimiliano Taccone ha commentato in modo forte il dispositivo della Sentenza che tira in ballo i Lupi. “Ora basta!”, ha scritto il direttore generale. “Tutto ha un limite! Continuare a tirare in ballo l’Avellino calcio in questo modo è davvero vergognoso!”.

Noi siamo con lui e come lui “chiediamo rispetto ed aspettiamo fiduciosi il responso delle autorità, sicuri di essere puliti” ma rispettiamo, anche, coloro che continuano a coltivare il dubbio che qualche tesserato – proprio in quella partita così tanto sentita da queste parti -, abbia tradito la maglia e i propri tifosi.

La verità non tarderà ad arrivare ma la sensazione è che siamo appena all’inizio. E allora, meglio parlare di calcio giocato. Martedì prossimo, 25 agosto, saranno stilati i calendari. Il via al campionato è fissato per sabato 5 settembre.

Per il resto c’è tempo.