Atletico-Avellino, trionfo dei laziali: 4-1 al “Paglialunga”

62

Bella sveglia presa in faccia dall’Avellino, una sveglia condita da ben quattro pizze, tutte con gli omaggi dell’SFF Atletico. Normale che non si possa sempre vincere, però una sconfitta così pesante e netta, che arriva dopo uno splendido periodo di forma, taglia e non poco le gambe. A parere di colui che scrive però, questa è una sconfitta che non può che far del bene a questa squadra, a cui manca qualcosa, specie la voglia di calarsi in questa categoria.

FORMAZIONI – Consueto 4-4-2 per Graziani, con il blocco sostanziale della squadra confermato, eccezion fatta per qualche cambio, tra cui uno obbligato, con Matute che da forfait nel riscaldamento, sostituito dunque da Acampora. Out mancino affidato a Ciotola. In avanti con Nandogol, c’è Mentana, come anticipato dal mister nella conferenza di ieri.

Avellino SSD, Formazioni
Undici titolare odierno dell’Avellino: Ciotola sulla sinistra

3-4-3 per la squadra romana allenata da mister Scudieri; dei tre davanti occhio all’avellinese Tornatore ed alla prima punta Tortolano.

Avellino SSD, Atletico SFF, Formazioni
Undici di partenza dell’SFF Atletico: nel tridente, l’avellinese Tornatore

PRIMO TEMPO – Tutte le attenzioni volte sulla persona di Tornatore, nato a Mirabella Eclano, e l’Avellino commette l’imperdonabile errore di non riuscire mai a prendere le misure al suo punto di riferimento, ovvero Tortolano. Al 3′ un piccolo assaggio di quello che poi sarà: subito un bel destro per l’avanti romano, controllato in due tempi da Lagomarsini. Al 6′ Atletico ancora pericoloso, con il palo scheggiato da Nanni. Altri tre giri di lancette e la squadra allenata da Scudieri si porta in vantaggio: fallo di mano sospetto di Nocerino e calcio di rigore che Tortolano trasforma senza farsi pregare, nonostante Lagomarsini intuisca l’angolo.

1-0 per i padroni di casa. Subito la reazione da parte di Lupi, che tra l’altro, non erano partiti neanche male: Tribuzzi si invola in contropiede e spara ad occhi chiusi addosso a Macci, con Mentana che non riesce nel tap-in. Tribuzzi è davvero in palla, e come poi si vedrà, sarà anche l’unico, e decide di bissare quanto fatto settimana scorsa ed è proprio lui che porta l’Avellino all’uno pari: respinta corta della difesa dell’Atletico e destro di prima intenzione che si infila dritto sotto l’incrocio dei pali difesi da un incolpevole Macci.

1-1 e palla al centro. Sta di fatto che qui termina sostanzialmente la gara dell’Avellino e comincia lo show targato SFF Atletico. Giusto il tempo di riassettarsi ed altro calcio di rigore per i romani: stavolta è Parisi ad atterrare in piena area Ortenzi, servito perfettamente da Tortolano, che ha superato Nocerino in un amen: rigore che lo stesso Tortolano trasforma nello stesso angolo calciando rasoterra stavolta.

2-1 per l’Atletico. E non finisce mica qua, con la punta romana che addirittura si divora un gol offerto dalla difesa avellinese su un piatto d’argento: palla fuori di un nulla. L’Avellino prova a farsi vedere con un forcing sul finale di frazione, ma tutti gli sforzi sono vani. Si chiude qui la prima parte di gara, con un Avellino pressoché irriconoscibile, stato di cose destinato a cambiare, e non in meglio ahinoi, nella ripresa.

SECONDO TEMPO – Subito dentro Carbonelli al posto di uno spento Mentana, ma non cambia nulla. Ti aspetti una reazione da parte dei Lupi ed invece accade il contrario, con l’Atletico che continua a spingere sull’acceleratore e che trova immediatamente il 3-1: Lagomarsini, dopo due buoni interventi precedenti, si vede battuto dal sinistro incrociato di Nanni.

3-1 e tripudio per l’Atletico, che però ne ha talmente troppo di più rispetto all’Avellino che la squadra di mister Archimede Graziani non riesce proprio a tirar fiato, con Lagomarsini costretto a metterci spesso una pezza, senza però poter far nulla sulla quarta rete della squadra laziale: l’appena subentrato D’Andrea batte facilmente di testa il portiere avellinese.

“4-1, è finita!”: così potrebbe esordire qualche spiritoso, che in questo caso però non avrebbe alcun torto, visto che effettivamente la partita si chiude qui, nonostante fosse probabilmente chiusa già da molto tempo prima.

CONSIDERAZIONIAtletico di nome e di fatto. Questa è la prima cosa che risalta all’occhio di tutti coloro che hanno visto la gara: l‘Atletico ha avuto quest’oggi davvero troppa benzina in più dell’Avellino, riuscendo a pressare omogeneamente anche negli ultimi minuti, un pressing tale da impedire abbastanza facilmente lo sviluppo di manovra dei Lupi. Il 4-1 patito quest’oggi porta in dote la perdita della testa della classifica, in favore del Lanusei, ex squadra di Graziani e prossimo avversario dell’Avellino al “Partenio” la prossima settimana: ecco prestarsi subito l’occasione per il riscatto da parte dell’Avellino, che se scenderà in campo con tutt’altro piglio, potrà riuscire a riprendersi la prima piazza del girone G di Serie D.