Avellino, Bucaro racconta Bucaro: le sue parole a gianlucadimarzio.com

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In esclusiva per gianlucadimarzio.com, Giovanni Bucaro, allenatore dell’Avellino SSD si è raccontato, a partire dal Bucaro calciatore finendo con il Bucaro allenatore.

BUCARO CALCIATORE

In testa solo un giocatore, Michel Platini, che stando alle parole del tecnico era un suo pensiero fisso, anche in ambiente scolastico:

  • Una mia professoressa diceva sempre a mia madre che non facevo altro che parlare di Platini”.

L’inizio a Palermo e la chiamata del Sorrento, i due temi che lo legano alle sue prime esperienze calcistiche da giovanotto:

  • “Leggemmo su un giornale che il Palermo avrebbe provinato dei ragazzi al Barbera. Per noi era un sogno giocare lì. […] Fu una chiamata che mi ha totalmente cambiato la vita (quella del Sorrento, ndr). […] A mia madre venne l’esaurimento nervoso; mi mancava casa, spesso ho pensato di lasciare”.

Ma poi tutto è andato per il meglio:

  • “Sorrento è una città che ti vuole bene. Che ti abbraccia, ti coccola e ti protegge”.
  • “Avevo 16 anni e Papadopulo mi lanciò in C2”: queste le sue parole riferendosi al suo ricordo più bello legato a quell’esperienza.

Sul successivo approdo a Foggia e sull’incontro sul suo mito e mentore, anch’esso vecchia conoscenza dell’Avellino, Zdenek Zeman:

  • “Fu un passo importante della mia carriera. Nessuno giocava come noi all’epoca. E l’artefice di tutto era Zeman: aveva un carisma unico. Le sue idee sembravano essere fantascienza, invece era arrivato prima di altri su determinati concetti. Ti faceva capire che soffrendo sarebbero arrivati i grandi risultati”.

Alti e bassi su finire della sua carriera chiusa proprio ad Avellino:

  • L’ho sempre ritenuta una piazza speciale”.

BUCARO ALLENATORE

Via gli scarpini, dentro il fischietto e l’abito da allenatore, un ruolo cui si è sempre sentito avvezzo. Campobello, Pomigliano d’Arco, un mancato approdo al Trapani e la travagliata salvezza raggiunta con il Manfredonia: questo il percorso che ha portato Giovanni Bucaro ad allenare la Primavera della Juventus. In merito, le sue parole:

  • “Ho iniziato a Campobello di Mazara in Serie D. Ci salvammo in una situazione societaria disperata. […] Mi voleva il Trapani in D. Rifiutai e mi chiesero un consiglio su una possibile scelta: indicai Boscaglia. Sappiamo poi come è andata a finire. […] La Juve mi ha aperto un mondo: Io dico sempre che fino a quel momento avevo fatto pallone, alla Juve ho fatto calcio. E’ una macchina perfetta”.

Il calciatore di cui va più fiero in quel periodo e la fine del sodalizio con il mondo bianconero:

  • “Era poco più di un bambino (Leonardo Spinazzola, ndr), e non aveva molta voglia di allenarsi. Dissi a Paratici che sarebbe potuto essere da Juve. Vederlo in Champions con l’Atletico è stato un orgoglio. […] Perdemmo 5-0 con il Varese nelle final eight, una sconfitta del genera alla Juventus non te la perdonano”. 

Bisogna ripartire e Bucaro lo fa proprio nella piazza di Avellino, dove tra i tanti allena Davide Zappacosta, ad oggi terzino del Chelsea, e quasi ribalta un derby contro il Benevento:

  • “Avevo in squadra tanti ragazzi di talento. […] Lui (Zappacosta) nasceva come ala, ma aveva una gamba diversa rispetto agli altri; il suo non era un cross da Serie C. […] Il derby contro il Benevento (riferendosi al suo ricordo più bello, ndr). A fine primo tempo perdevamo due a zero senza sapere neanche noi come. Nella ripresa pareggiammo ma avremmo potuto anche ribaltarla”.

Segue un progressivo allontanamento dal calcio, con diverse (dis)avventure: si riparte ex novo da Sorrento, poi il Savoia, in un’esperienza ricca di problemi. Sul ritorno all’Avellino:

  • “E’ scattata di nuovo quella scintilla giusta. Senza quella non si può allenare. […] Mi ha chiamato il ds Musa, in piena notte. L’Avellino è sempre stato dentro di me. Sono entrato in uno spogliatoio depresso che io e Daniele Cinelli abbiamo recuperato, soprattutto da un punto di vista mentale”.

Il finale di stagione ed un sogno nel cassetto:

  • “Siamo pronti, forti. Non abbiamo paura di nessuno. Abbiamo una media punti di 2,45 e resteremo attaccati a questo campionato con tutte le nostre forze. Dobbiamo concentrare tutte le energie nelle ultime partite per regalare una gioia a questi tifosi che meritano altri palcoscenici”.
  • “Allenare in Serie A. Ci credo con tutto me stesso e ci crederò sempre”.