Avellino, calvario infinito: ennesima vittima ex Isochimica

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É morto un altro dipendente dell’ex Isochimica, il ventinovesimo padre di famiglia che ha avuto la sventura di lavorare negli anni ottanta in quella maledetta fabbrica dove , e’ bene ribadirlo, un pseudo imprenditore in nome del profitto costringeva le maestranze a scoibendare amianto dalle carrozze di proprietà delle ferrovie dello Stato a mani nude, forte della complicità delle istituzioni e di quanti avrebbero dovuto tutelare la salute dei lavoratori e la salvaguardia del territorio.

Mentre questa gente muore ,tra l’indifferenza generale, chi ha il dovere costituzionale di garantire la verità continua ad ostacolare e soffocare la loro legittima sete di giustizia, trasformando un processo, iniziato tardi e macroscopicamente parziale, in una farsa, infatti pochi giorni fa e’ stata rinviata l’ennesima udienza perché presso l’aula bunker del tribunale di Napoli i riscaldamenti era spenti per la mancanza del combustibile, in una giornata non particolarmente fredda.