Avellino, débâcle a Civita Castellana: la Flaminia domina e vince 3-0

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Lontano da casa, qualcosa comincia a girare male, anzi forse non gira proprio. 3-0 e tutti a casa: così si riassume facilmente la partita di oggi tra Flaminia ed Avellino, una gara stradominata dai padroni di casa. A fine gara, calciatori vicino ai tifosi per un piccolo confronto, per mettere in chiaro che “la gente come noi, non molla mai”.

PRIMO TEMPO

7′ – ERRORE GROSSOLANO DI LAGOMARSINI – Su un corner per la Flaminia, Lagomarsini abbranca bene la palla in uscita. Fa per accelerare i tempi di ripartenza con un lancio lungo, ma non volendo colpisce un avversario sulla schiena e la palla carambola in porta. Tutto annullato per la posizione di Abate che ha ostruito irregolarmente la costruzione del gioco.

Quarto d’ora di gioco e la situazione ancora non si sblocca, in una partita che può al momento fregiarsi solo dell’appellativo di brutta. Poi d’un tratto, la gara si accende.

29′ – Una imbucata nella difesa avellinese mette Carta in condizione di calciare, ma Lagomarsini si accartoccia sulla sua sinistra e fa suo il pallone.

30′ – Si vede per la prima volta Parisi sulla sinistra; salta netto il suo marcatore e va a mettere in mezzo dal fondo: la difesa romana sventa la minaccia.

33′ – VANTAGGIO FLAMINIA – Mithra si lascia scavalcare da un pallone ed è costretto ad atterrare il suo avversario. Sulla battuta della punizione che ne consegue, Ettore Lagomarsini compie un vero miracolo ma Abate è più lesto della difesa biancoverde ed il suo tap-in è di quelli facili facili.

36′ – Un filtrante di Acampora libera De Vena in area, ma tutto fermo per fuorigioco.

Con questa palla ha inizio la reazione dell’Avellino, che difficilmente però trova la via di battere a rete.

41′ – RADDOPPIO FLAMINIA – Un Avellino troppo sbilanciato spalanca un’autostrada per il contropiede dei rossoblù, quest’oggi in tenuta bianca, con Abate che riesce a servire ottimamente Morbidelli sulla destra, che come il suo omonimo della classe motociclistica ha il motore troppo su di giri, si beve Dondoni e dopo qualche tocco arriva il tap-in, il secondo odierno, di Mattia che porta i padroni di casa sul 2-0.

Si chiude qui la prima frazione, con l’Avellino vittima della Flaminia: a farla breve sembra di avere un déjà-vu, un déjà-vu che purtroppo per ora riporta a Fregene, quando l’Avellino fu annichilito dall’SFF Atletico.

SECONDO TEMPO

Ci vuole la reazione e così è. La scossa parte già dalla panchina, con Ventre che lascia il posto a Nicola Ciotola.

1′ – Trentacinque secondi e l’Avellino si fa vedere dalle parti di Vitali con un destro dalla distanza di Tribuzzi: parata a terra per l’estremo difensore della Flaminia.

4′ – Carta sulla sinistra scende con una facilità imbarazzante, ma il suo tiro fortunatamente fa solo la barba al palo alla destra di Lagomarsini.

Entra anche Mentana che va a sostituire un claudicante e spento De Vena. Finora però l’Avellino non riesce neanche a costruire qualcosa che possa essere lontanamente pericoloso. Intanto 3-4-3 ultraoffensivo per l’Avellino.

20′ – Angolo di Acampora su cui svetta Morero che cerca il bis dopo la rete di domenica; Vitali smanaccia ancora in corner, da cui poi non arriva altro che un nulla di fatto.

22′ – Occasionissima per la Flaminia, che sfonda sul centrosinistra, ma il cross in mezzo per Morbidelli, solissimo, è leggermente lungo. In pratica la Flaminia si è divorata un gol a porta spalancata.

28′ – TRIPLO VANTAGGIO FLAMINIA – Avellino in bambola e sul contropiede condotto da Di Maria arriva il 3-0 dei padroni di casa e gara ampiamente in ghiaccio per la squadra di Civita Castellana.

La gara scivola via senza patemi d’animo per la Flaminia con l’Avellino che rischia di fare autolesionismo, con capitan Morero che interviene duramente su un avversario, procurandosi un giallo che lo porta in diffida.

COSIDERAZIONI – Male, male, male. Ci stiamo ripetendo? Niente affatto, è soltanto la pura verità. La paura del déjà-vu risalente a Fregene è diventata una triste realtà. Non che debba essere una giustificazione, ma l’assenza a centrocampo di Gerbaudo così come di Matute si è fatta sentire, perchè una discreta prestazione di Acampora non è per nulla sufficiente a sopperire all’assenza dei due mediani. Ci aggiungiamo anche l’assenza di Sforzini, di una punta di peso lì davanti che potesse quantomeno cercare di far salire la squadra, squadra che quest’oggi con Ventre ed un De Vena a mezzo servizio ha fatto davvero fatica a costruire qualche azione che potesse impensierire Vitali, quasi inoperoso questo pomeriggio. Se c’è qualcosa da salvare di questa giornata? Nulla, solo nulla, nient’altro che nulla. Fortuna vuole che ci sia da scendere in campo già domenica e allora ancora una volta dobbiamo far appello alla voglia di reagire della squadra, anche se si farebbe volentieri a meno di commentare gare come quelle di oggi.