Avellino e settore giovanile, il durissimo attacco di Felice D’Aliasi

208

AVELLINO – Pareva essersi sopita la questione riguardante la gestione del settore giovanile dell’U.S. Avellino.

Non bastavano i debiti per decine di migliaia di euro contratti – e non ancora onorati – con le attività commerciali di Lacedonia, dove la “cantera” biancoverde ha soggiornato da luglio a dicembre (e che noi abbiamo documentato in maniera puntuale: leggi qui). All’alba del nuovo anno, il settore giovanile fu trasferito a Montoro, dove, stando alla denuncia di Felice D’Aliasi, il modus operandi non sarebbe mutato, tanto che egli si sarebbe rivolto alla Procura facendo nomi e cognomi.

Sulla propria pagina Fb, il collega D’Aliasi ha scritto post molto precisi, chiedendo spiegazioni alla società e a chi, dopo il fallimento lacedoniese, ancora non si tira fuori dai giochi. Ecco cosa scrive D’Aliasi il 30 marzo. “30/40 ragazzi a Montoro pagano una retta che va da 200 a 300 euro (soldi tutti rigorosamente in contanti e senza ricevute) che vengono riscossi da 2 allenatori, i cui nomi ho fatti in procura. sarebbe interessante sapere questi soldi a chi vengono dati. pagati i 1.800 euro al ristorante,i 650 euro per i 2 appartamenti (e i ragazzi sono in situazioni igieniche disperate, uno sopra l’altro) e tolti i 200 euro per il campo (quindi un totale di 2650 euro), gli altri 6/7000 a chi vanno?”.

Il collega D’Aliasi rincara la dose con una pubblicazione della mattinata di ieri, 31 marzo, in cui scrive: “2 allenatori del settore giovanile dell’Avellino ogni mese invece di spiegare tecnica o tattica ai ragazzi domandano loro se hanno portato i soldi della retta mensile. io credo che la società Avellino non sappia assolutamente niente, altrimenti manderebbe il dirigente, colonnello Lallo, con tanto di ricevute a riscuotere. I 2 tecnici( gli inquirenti sanno i loro nomi) riscuotono rigorosamente in contanti e senza rilascio di nessuna ricevuta.Come vengono spesi questi soldi ( circa 10.000 euro al mese)? In quale tasche vanno a finire?Per conto di chi riscuotono queste rette? basta domandarlo. Io un sospettino ce l’ho”.

Un attacco durissimo, che ovviamente desta ancor più clamore considerato che si tratterebbe di una recidiva: tutto quello che è stato combinato a Lacedonia, infatti, è ben lungi dall’essere risolto.