Avellino, incontro tra Arpac e Comitato ambientalista

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Avellino, ieri l’incontro tra Arpac e Comitato ambientalista Salviamo la nostra Valle del Sabato

Ieri ad Avellino, presso la sede dell’Arpac ,è avvenuto un incontro tra il Direttore della sede provinciale Arpac Pietro Vasaturo, accompagnato da alcuni collaboratori tecnici, ed il Presidente del Comitato ambientalista Salviamo la nostra Valle del Sabato Franco Mazza, con una rappresentanza dei membri che ve ne fanno parte.

Avellino
Dott. Franco Mazza

L’incontro di ieri fa seguito ad esplicite richieste già fatte dal Comitato ambientalista che, in questi anni, si sta prodigando per salvaguardare la popolazione di tutta la Provincia di Avellino, ed in particolare quelle residenti nelle immediate vicinanze del nucleo industriale di Pianodardine, sede peraltro dello Stir, dove si raccoglie frazione organica soggetta poi a trasferenza secondo l’ordinanza dell’Ass. Gambacorta e frazione indifferenziata.

Sollecitata già da precedenti incontri, l’Arpac ha sottoposto Avellino e le zone più esposte a nuovi rilievi attraverso una centralina mobile che, a partire dalla frazione di Arcella del Comune di Montefredane, quella più vicina allo Stir di Pianodardine, si sta spostando nei vari comuni per analizzare la qualità dell’aria.

«L’Arpac ha mantenuto l’impegno già preso con questo Comitato di attenzionare in maniera giornaliera tali territori attraverso nuovi controlli con centraline mobili e campionamenti di aria con “radiello”, ovvero con filtri che raccolgono l’aria. I primi rilievi effettuati ad Arcella, in pieno nucleo industriale, dove risiedono all’incirca 500 persone, ci dicono che in un mese sono stati rilevati già ben 12 sforamenti (valore al di sopra dei 50 mcg x m3 ) delle polveri sottili. Se si pensa che la legge ne consente 35 in un anno, allora capiamo come questi dati siano già significativi e preoccupanti. La centralina ora è posizionata ad Atripalda» dichiara il Dott. Franco Mazza.

«Le polveri sono ora al vaglio dell’analisi chimica in grado di individuare gli elementi che le caratterizzano e la loro provenienza. Ammoniaca, formaldeide e benzopirene sono alcune sostanze che sono state già rilevate in passato in tali zone, e , poichè si tratta di sostanze cancerogene, come ci tiene a precisare il Dott. Mazza, abbiamo chiesto di prestar attenzione proprio a questi elementi, ecco perchè sotto la nostra spinta si è deciso di attenzionare la qualità dell’aria in maniera ordinaria e non più occasionale».

Sul fronte invece dell’indagine epidemiologica, il Comitato, il prossimo 20 febbraio, avrà un incontro con un referente del CNR presso l’Ordine dei Medici di Avellino, per poter prendere conoscenza del metodo che può consentire di attingere ai dati in possesso dei medici di base, così da poter iniziare ad avere un quadro analitico delle patologie che si evidenziano nella popolazione.