Avellino, l’asilo dell’orrore: schiaffi, molestie e maltrattamenti

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AVELLINO – In merito allo scandalo avvenuto nel capoluogo irpino, dove in una scuola materna del quartiere Valle un’insegnante 58enne è stata arrestata per maltrattamenti sui bambini, si è tenuta stamane una conferenza stampa presso la Questura di Avellino.

Le indagini, iniziate nel novembre 2015 in seguito alle denunce dei genitori che riscontravano nei propri figli dei comportamenti anomali, sono state coordinate da Marcello Castello e condotte dalla squadra mobile di Avellino. Le denunce riguardano i maltrattamenti di almeno 10 alunni sui 30 affidati alla maestra 58enne (A.D.G. le sue iniziali).

I bambini, tutti di età compresa fra i 3 e i 5 anni, venivano schiaffeggiati, strattonati, minacciati di essere rinchiusi nella cosiddetta “stanza del telefono”, insultati, e nei casi più gravi, ad alcuni alunni sono stati refertate anche lesioni alla nuca ed ecchimosi al collo, con ferite lacero contuse su di esso. Sconcertanti anche le registrazioni ambientali rilevate dalle telecamere piazzate di nascosto dalla polizia; le espressioni tipiche usate dalla donna per zittire i piccoli erano “ti ammazzo”, oppure “stai zitta”, ma anche “devi chiudere la bocca o ti faccio il culetto rosso”. Addirittura un gioco a dir poco macabro che era solito fare la maestra, che consisteva nell’agitare la mano chiedendo al bambino: “quanti ne vuoi di questi?”. Il bimbo rispondeva un numero: era quello il numero di schiaffi che gli venivano impartiti.

Un vero e proprio orrore, quindi, quello che emerge dagli sviluppi della vicenda, confermato anche dalle parole di Marcello Castello: “In un episodio in particolare – racconta il capo della Squadra Mobile di Avellino – un bimbo ha riportato ecchimosi sul collo ben evidenti riconducibili ad una presa con forza. In altri casi è risultato che in seguito ai maltrattamenti alcuni bambini soffrissero di problemi del sonno, qualcuno anche di incontinenza, sbalzi d’umore e soprattutto molti di loro manifestavano la volontà di non andare a scuola”. Una serie di disagi fisici e psicologici che hanno indotto gli agenti ad agire con tempestività eseguendo la custodia cautelare emessa dal gip e arrestare la donna che si trova ai domiciliari. “La condotta illecita è testimoniata da innumerevoli episodi in cui i bambini tra i tre e i cinque anni venivano maltratti. Metodi educativi non conformi, violenze psicologiche e fisiche testimoniate incontrovertibilmente da intercettazioni ambientali e video”.

Una vicenda che lascia sgomenti ancor di più “perché si tratta di una persona con tanta esperienza e che da diversi anni lavora in quella scuola” ha affermato Castello. Per coloro che erano ritenuti più discoli si apriva la stanza del telefono “una stanza buia con una scrivania e due sedie dove venivano lasciati soli e rinchiusi per diverso tempo malgrado piangessero e chiedessero della mamma. Una condotta che la Procura della Repubblica ha ritenuto di dover fermare tempestivamente emettendo l’ordinanza di custodia cautelare, la donna dovrà rispondere di abuso e maltrattamenti su minore. Le indagini proseguono e non è escluso che vengano coinvolte anche altre persone che saranno chiamate come persone informate sui fatti” ha concluso il capo della mobile di Avellino.