Avellino, pari scialbo ed inutile in quel di Carpi

108

Che peccato per l’Avellino, che in una gara assolutamente alla portata, contro un Carpi, che per utilizzare un gergo moderno, si è scansato, porta a casa soltanto un punto che non smuove la classifica, che anzi paradossalmente trattiene l’Avellino nella bagarre per la salvezza che da oggi accoglie un nuovo membro, la Cremonese, in piena caduta libera, rendendo il tutto ancora più complesso e complicato.

FORMAZIONICarpi con il 3-5-1-1 messo in campo da Calabro, con il tecnico che in avanti si affida a Jelenic come supporto a Melchiorri. Solo panchina per il rientrante dall’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per diverse settimane, Jerry Mbakogu.

Avellino, Carpi
Formazione titolare del Carpi

Foscarini decide di fare un passo indietro rispetto alla sua idea iniziale di schierare l’Avellino con la difesa a quattro, gioco-forza anche in virtù degli uomini contati nel reparto arretrato. Dunque 3-5-2 per il tecnico subentrato a Novellino che rilancia in porta Ionut Radu, in sostituzione di Lezzerini. A centrocampo, inamovibile Molina, così come Vajushi sugli esterni, mentre il terzo di centrocampo, con De Risio e Di Tacchio è Davide Gavazzi. In avanti, solo panchina per Castaldo che rientra dalla squalifica; tandem offensivo biancoverde composto dunque da Asencio ed Ardemagni.

Avellino
Formazione titolare dell’Avellino

PRIMO TEMPO – Due minuti ed altra sorpresa per quanto riguarda lo schieramento in campo dell’Avellino, che propone, contrariamente a quanto ci si potesse immaginare, un 4-4-2 con Gavazzi che si abbassa sulla linea dei difensori, in qualità di terzino destro. Non c’è mai fine al peggio, con l’Avellino che subisce un’altra defezione: Ngawa si fa male nel proteggere la sfera dal pressing di Melchiorri; nel tentativo si procura qualche noia all’adduttore della coscia destra, che costringe ad uscire il belga, sinora il migliore per distacco nella stagione dell’Avellino. Al suo posto Laverone, che va a piazzarsi a sinistra con il conseguentemente accentramento di Marchizza. L’Avellino prende il mano il pallino del gioco e domina ampiamente il campo (59% di possesso palla al termine della prima frazione), non riuscendo però a rendersi davvero pericoloso, se non con qualche cross dalla destra di Vajushi, tutti prontamente sventati dalla davvero tanta pochezza del Carpi. 11′: su corner stacca Ardemagni in precario equilibrio, non riuscendo a girare verso la porta avversaria. Sinora non una prestazione trascendentale, ma comunque finora si è visto un Ardemagni molto più in palla. Sul finire della prima frazione, ancora Armando Vajushi mette nel mezzo, con la traiettoria della palla che trova in ostacolo (forse) la mano di Concas, ma Rapuano sorvola. Sul ribaltamento di fronte, è Melchiorri a liberarsi del suo marcatore e a scaricare un sinistro sul quale fa bella figura Ionut Andrei Radu, quest’oggi ritornato titolare.

SECONDO TEMPOSi ricomincia senza cambi e con l’Avellino che ha subito una buona occasione con Marchizza che non impatta al meglio l’invito alla rete offertogli dall’inesauribile Di Tacchio. Era stata invocata ed ecco l’Avellino che alza ulteriormente la sua mole di gioco. Al 9′ Ardemagni urla al rigore sul quale però Rapuano non ci sente, per il piacere del pubblico di casa che becca l’ex. L’Avellino deve alzare il tiro, anche perché i risultati dagli altri campi non sorridono ai Lupi; proprio quando bisognerebbe dare di più ecco il secondo giallo per Marchizza per un intervento a centrocampo su Concas, con il giovane scuola Roma che guadagna anticipatamente gli spogliatoi. Foscarini corre ai ripari, con l’ingresso di Morero per Asencio, quest’oggi piuttosto spento. Il Carpi prova ad approfittarne ed al 16′ è Gavazzi che non fa affondare la barca salvando sulla linea di porta e portando ad un calcio d’angolo per i padroni di casa, dal quale non nasce nulla. Logicamente adesso è l’Avellino a doversi difendere, sebbene non rinunci talvolta a portarsi in avanti, come al 27′ quando un solissimo Migliorini stacca sul secondo palo, con un pallone che è una via di mezzo tra un tiro ed una torre; nulla di fatto. Entra anche Castaldo, al posto di Ardemagni, ancora una volta un lontano, forse atavico parente del bomber milanese. Al 35′ una delle rare discese del Carpi, nonostante l’uomo di vantaggio: Garritano sfrutta un buco nella difesa su una rimessa laterale e va verso Radu, che para tranquillamente il destraccio del peperino avanti di casa. Altra palla buona per l’Avellino, con Castaldo che non sfrutta il cross liftato di Laverone dalla sinistra. Tre minuti di recupero nei quali non accade nulla, come quasi del resto in tutta la partita.

CONSIDERAZIONI – Un pari inutile e scialbo quello conquistato dall’Avellino contro il Carpi, non fosse altro che si è affrontata una squadra davvero remissiva e che neanche con un uomo di vantaggio ha provato a far sua la gara ed i tre punti. Positivo il ritorno al clean sheet, negativa la sterilità offensiva dei Lupi ed ancora la sfortuna che tedia il reparto arretrato biancoverde, adesso privo anche di Ngawa e di Marchizza. I risultati sugli altri campi non fanno di certo comodo all’Avellino che adesso dovrà vedersela per la salvezza anche con la Cremonese, da oggi invischiata nella melma dei bassifondi della classifica. Praticamente si è in otto squadre racchiuse in sei punti: roba da brividi per i tifosi, godimento puro per i masochisti.  Adesso, l’appuntamento è per martedì, quando al “Partenio” arriverà quella macchina da guerra da trasferta del Cittadella, oramai quasi certo della zona play-off visti i soli dodici punti rimasti a disposizione ed i ben sette di vantaggio sulle dirette inseguitrici. Mancano quattro partite, quattro finali che l’Avellino non può assolutamente fallire, specie quelle due trasferte rimaste, contro Ternana poi ed Ascoli prima, dove non sarà altro che mors tua, vita mea.