Avellino, presentato Alfageme: le sue prime parole da Lupo

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L’attacco è finalmente completo: l’Avellino ha ufficializzato questa mattina l’accordo con l’attaccante classe 1984 Luis Alfageme, esperto avanti che in carriera può vantare ben 368 presenze tra i professionisti, tra campionati di B e Lega Pro, conditi da ben 66 gol. Queste le sue prime dichiarazioni da attaccante dell’Avellino, con. la maglia numero 21.

DICHIARAZIONI

“Conoscete un pò la mia storia. Di un mio approdo qui ad Avellino se ne parlava già dalla quinta giornata di campionato. Parto dal presupposto che non ho mai prestato attenzione alla categoria nella quale giocava l’Avellino; ho avuto compagni che hanno giocato qua e che me ne hanno parlato bene, sia della società che della sua organizzazione. Da quando si è cominciato a parlare di un mio arrivo qua, ho sentito spesso De Vena, con il quale c’è molta amicizia. Gli ho detto che se c’era la possibilità, sarei venuto. Quando si è fatto vivo l’Avellino, ho detto al mio agente di lasciar perdere altre offerte, volevo solo l’Avellino. Non parlare più con nessuno, se si può firmo anche domani. Sono molto felice di essere qua”.

BOTTA E RISPOSTA

Di seguito le risposte dell’esperto attaccante alle domande dei media e della stampa.

  • Qualche retroscena che ti hanno raccontato di Avellino. Il tuo obiettivo è vincere il campionato?
    • “Angelo (D’Angelo, ndr) ha sempre amato questa piazza, lo stesso vale per Gigi (Castaldo, ndr); me ne hanno parlato bene, mi hanno detto di alcuni posti dove si sta bene. Gigi mi ha detto che se fosse stato in me, sarebbe andato subito. Sento di avere tanta voglia di fare, c’è un gruppo molto forte, con molti ho giocato o con o contro. Siamo a cinque punti dalla vetta, quindi perché non sognare? io sono qui per dare una mano e vincere”.
  • Sei un attaccante totale, abile in tutti i ruoli d’attacco. Un focus sulla tua condizione e quando potremo vederti scendere in campo.
    • “Ho avuto un problemino fisico a dicembre, ma l’ho smaltito, difatti mi sono già allenato; quindi fisicamente sto bene, non gioco da tanto, ma vorrei farlo subito. ho fatto molti ruoli, ma spero di farne uno e bene. Nella mia carriera non ho mai mollato, ho sempre messo la voglia, l’importante è dare un contributo. Starà al mister vedere dove schierarmi”.
  • Hai avuto una carriera ad alti livelli. Ti cali in una realtà nuova, in un calcio completamente diverso, fatto soprattutto di carattere. Con quale spirito lo fai?
    • “Ho fatto la Lega Pro fino a cinque mesi fa, vi posso dire che la situazione non è molto diversa. Il calcio di oggi è molto moderno: se non corri, a prescindere dalla categoria, perdi. Questa è una squadra che lotta per qualcosa di importante e spero di poter dare una mano per portare questa piazza in una categoria che merita, che non è neanche la Lega Pro. Io ed i miei compagni daremo sempre il massimo. Devi correre e chi corre di più e la mette dentro qualche volta, vince”.
  • Qua siamo dal palato fine. Ti sei fatto una idea del tuo futuro qui ad Avellino?
    • “Anche il capo ultras della Casertana mi ha detto che qui sarebbe stata tutta un’altra storia, che non avranno problemi ad elogiarmi o a criticarmi se si gioca male. Inoltre è incredibile, perché ovunque sia andato, non ho mai visto tutta questa gente per una presentazione, sia stampa che tifosi”.
  • Sei consapevole che ci sarà da dare una mano ai ragazzini? Un giudizio sulla classifica.
    • “Vincere è sempre difficile. Fai un percorso, trovi degli ostacoli: a parità di corsa esce fuori la qualità. Per me sarebbe una gioia incredibile vincere il campionato. Se giochiamo da Avellino, come hanno fatto i ragazzi nelle ultime partite, possiamo farcela”.
  • Quanta garra ci serve?
    • “Quella serve sempre, non si deve mai spegnere. Questa squadra ha garra e personalità da vendere. Quando sei lassù, non devi mai sentirti forte, devi dare sempre di più. Mi ha fatto strano vedere giocatori che hanno fatto categorie importanti che oggi in allenamento non fiatavano, seguivano l’allenatore: significa che c’è gruppo e quindi i risultati arriveranno”.
  • Hai parlato con mister Bucaro?
    • “Mi ha chiesto come stavo, abbiamo scambiato due parole. Gli ho detto che sono qua per dare il massimo e che da me non sentirà mai qualcosa fuori luogo, se dovrò stare in panchina, starò in panchina. Sono rimasto colpito dalla struttura: tutto subito pronto, ti viene voglia di allenarti; era una sensazione che non provavo da tempo”.
  • In un ipotetico tridente, in quale ruolo ti vedi meglio?
    • “Ho giocato in tutti i ruoli, ma mi trovo meglio da esterno sinistro o da punta”.