Avellino, Roberta De Maio presenta il libro “Niente di personale”

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Domani 7 dicembre 2019 l’Associazione culturale “Per Aenigmata di Avellino ospita lo scrittore Roberto Cotroneo e il suo straordinario successo editoriale “Niente di Personale“.

A presentare il volume, presso l’Accademia Real di Avellino, la prof.ssa Roberta De Maio, responsabile culturale dell’Associazione culturale “Per Aenigmata”, docente di Lettere classiche presso il Liceo Classico “Pietro Colletta” di Avellino, profonda conoscitrice del mondo umanistico nonchè ideatrice e promotrice di innumerevoli iniziative in campo culturale e letterario.

Chi è Roberto Cotroneo

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Roberto Cotroneo (Alessandria, 1961) è un romanziere, un critico, un saggista e un fotografo. Collaboratore de l’Europeo, del supplemento domenicale de Il Sole 24 Ore, de L’espressol’Unità, Panorama e Radio Due, attualmente collabora con il Corriere della Sera con la rubrica Blowin in the Web. Dal 2007 dirige la Scuola superiore di Giornalismo della Luiss di Roma e per molti anni ha tenuto corsi di scrittura creativa. Oltre che per l’intensa attività di critico letterario, si è affermato nella narrativa con testi in cui si fondono passione per la musica, echi storici e letterari e suggestioni artistiche: Presto con fuoco (1995); Otranto (1997); L’età perfetta (1999); Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome (2002);Questo amore (2006); Adagio infinito e altri racconti sospesi (2009); E nemmeno un rimpianto. Il segreto di Chet Baker (2011); I demoni di Otranto (2012, raccolta di poesie); Tweet di un discorso amoroso (2013); Betty (2013); Il sogno di scrivere (2014); Lo sguardo rovesciato. Come la fotografia sta cambiando le nostre vite (2015); Niente di personale (2018). Ha inoltre pubblicato due saggi in forma di lettera ai figli: Se una mattina d’estate un bambino (1994), sulla passione per i libri, e Chiedimi chi erano i Beatles. Lettera a mio figlio sull’amore per la musica (2003).

Di cosa parla il libro “Niente di Personale”

Cotroneo in questo libro, attraverso una scrittura densa e il confronto con personaggi di altri tempi, prova a raccontare la fine di un’epoca. Tutto avviene in una Roma rarefatta e logora, che assiste indifferente al mutare delle cose. Così un universo sfuggente eppure nitido torna a vivere negli occhi e nel ricordo del protagonista che non può sottrarsi alla bellezza che ha conosciuto, né fare a meno di pesarla al netto di quello che oggi vede
attorno a sé: un matrimonio in crisi, una metropoli che non lo incanta più, dei segreti di famiglia che tornano a farsi avanti, la minaccia di una follia incombente, dei fantasmi che la abitano.
Un romanzo che è un atto d’accusa stringente e radicale, la fotografia di quello che siamo diventati. L’inno a un tempo perduto, a un tempo cristallizzato e rivendicato: la storia e lo sguardo di un uomo capace di passione, indignazione, ironia, che fa del narrare invettiva e resistenza, perché la memoria a volte è l’unica chiave per salvare il futuro.

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