Avellino senz’auto, un’opportunità

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Avellino, la città che non riesce a cogliere l’opportunità di riprendersi una qualità di vita migliore

In Città in questi giorni c’è fermento. Dopo l’ulteriore restrizione alla circolazione che il Sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi ha dovuto applicare in considerazione dei 35 sforamenti di PM10, i cittadini ed i commercianti non sembrano averla presa bene.

Eppure trattasi questa di una misura necessaria e prevista per tutelare la salute dei cittadini, considerato che la cattiva qualità dell’aria nel capoluogo rappresenta non più uno sporadico evento, ma una situazione costante.

In questi giorni è montata la protesta dei commercianti che hanno visto questo provvedimento come un fattore negativo alle vendite natalizie.

Ma di proteste non sembrano esserne pervenute quando in città l’aria era irrespirabile, forse perchè anche per fare 100 metri il cittadino avellinese preferisce prendere l’auto.

Senz’auto è stata un’oppotunità per tante città italiane e non solo. Un esempio davvero virtuoso ci viene dalla Spagna, da Pontevedra, una città di ben 83.000 abitanti, in cui cittadini, da ormai 15 anni, si sono ripresi gli spazi prima occupati dalle autovetture.

Pontevedra

 

A guidare il processo di “liberazione dalle auto”, il sindaco e medico Miguel Anxo Fernandez Lores che, eletto nel 1999, ha da subito dichiarato guerra alle 27mila auto che transitavano ogni giorno per la piazza centrale della città, riducendo l’inquinamento del 65%.

In questa città, definita da tanti un paradiso, restituita ai cittadini-pedoni, il commercio locale prospera, il centro è stato completamente riqualificato, scomparsi i marciapiedi le strade non hanno più barriere ma si sono moltiplicati gli spazi verdi e le aree di gioco per i bambini che possono correre liberamente.

Un grande successo quello ottenuto da questo sindaco lungimirante, al suo quinto mandato e la cui città ha ricevuto il premio europeo Intermodes nel 2013 per la qualità urbana e il “Metrominuto”; nel 2014, il premio internazionale “Onu-Habitat” per la qualità urbana e le politica per l’accessibilità e, nel 2015, il premio internazionale di eccellenza urbana del Center for Active Design a New York.

Guardare a questo esempio può essere di aiuto a tutte quelle comunità che ancora non riescono a cogliere un’opportunità dall’intraprendere comportamenti socialmente responsabili.