Avellino, solo un pari contro il fragile Anagni

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Niente poker di vittorie per l’Avellino questa domenica contro l’Anagni. Quando Graziani parlava di “trappola” aveva davvero capito tutto e l’Avellino ci è cascato in pieno, in una gara disputata contro una squadra volta alla sola fase difensiva e alle scene di spettacolo, il tutto condito da un arbitraggio che definire grossolano e rivedibile equivarrebbe ad usare un eufemismo. Pazienza, l’importante è che l’Avellino sia ancora lassù, a guardare tutti dall’alto.

FORMAZIONIClassico 4-4-2 per mister Graziani che torna sulla panchina dopo il piccolo stop avuto nel turno infrasettimanale. Nell’Avellino attacco affidato a Sforzini e De Vena, mentre Parisi si alza sulla fascia lasciando il posto di terzino a Scarf che la spunta su Carbonelli.

Avellino SSD, Formazioni
Undici titolare dell’Avellino: in avanti Sforzini-De Vena

Modulo speculare per l’Anagni, che risponde con alcuni giocatori molto interessanti ad agire in campo, come Colarieti e Ancinelli, quest’ultimo però parte dalla panchina. Età media bassissima per la squadra romana, che trova nell’esperto portiere Stancampiano un uomo di assoluta fiducia.

Avellino SSD, Anagni, Formazioni
Formazione titolare dell’Anagni, allenato da mister Liberati

PRIMO TEMPO – Neanche il tempo di cominciare che la gara di De Vena già finisce: al 3′ di gioco l’uomo più in forma dei Lupi subisce un infortunio e viene sostituito da Nicola Ciotola. Come da copione, è l’Avellino a fare gioco: in un minuto destro alto di Patrignani e colpo di testa di Sforzini mal indirizzato verso la porta difesa da Stancampiano. Poi al 12′ Mykahylovsky viene pescato dalla solita pennellata su punizione di Gerbaudo, ma il colpo di testa del russo finisce alto sulla trasversale. Di tanto in tanto si vede anche l’Anagni, con due conclusioni dalla distanza, una di Laterra ed una di Di Giovanni che vengono ben controllate da Lagomarsini.

Al 22′ si capisce perché mister Graziani l’aveva definita “gara-trappola”: l’Anagni si porta clamorosamente in vantaggio con un gran gol di Di Giovanni ben imbeccato da Lustrissimi. Esultanza sfrenata per l’attaccante dei romani che suscita le ire del pubblico casalingo festeggiando sotto la tribuna. Stesso scenario visto contro l’Albalonga: svantaggio, fuori Scarf alla mezz’ora per Tompte, con Parisi che si abbassa e Tribuzzi che si sposta a sinistra. L’Avellino comincia dunque a premere e sfiora il pari prima con Matute, sul cui destro si immola Contucci e poi con il tiro di Patrignani che fa la barba al palo. Al 41′ Morero pesca Tribuzzi che prova un’acrobazia, ma colpendo debolmente il pallone.

Al 43′ pericolo per la difesa dell’Avellino: dopo aver fatto l’assist-man, Lustrissimi stavolta prova a mettersi in proprio ma strozza il tiro che Lagomarsini blocca con una parata a terra. Dopo tre minuti di recupero, finisce il primo tempo con gli ospiti in vantaggio di misura.

SECONDO TEMPO – Prima della ripresa, arrivano le prime indicazioni sull’infortunio occorso al bomber biancoverde De Vena, uscito fuori accompagnato da Acampora e dal preparatore atletico La Porta: problemi per lui al tallone sinistro, ma il peggio sembra essere scongiurato. Si ricomincia, con l’Avellino chiamato a ribaltare il risultato, in secondo tempo che sarà poi un lontano cugino della prima frazione: molto spezzettato, specie a causa di falli molto più che opinabili e a qualche giocatore avversario un pò troppo spesso a terra.

L’Avellino prova subito a farsi vedere, con Ciotola che prova a pescare Tribuzzi, che non riceve però il cross, troppo lungo. Tompte ci prova poco dopo, con un destro piuttosto velleitario che termina sul fondo. Al 17′ un Anagni mezzo addormentato prova a raddoppiare con Di Giovanni, che prova il coast to coast da metà campo, fermandosi solo davanti a Lagomarsini che fa suo il pallone. Al 23′ pari dell’Avellino: cross al bacio di Tompte per la fronte del Tagliagole Nando Sforzini che torna a segnare al “Partenio” dopo oltre nove anni. 1-1 e palla al centro.

Comincia qui il festival dei crampi in casa Anagni: quasi ogni due minuti, a turno, tutti i giocatori dell’Anagni si accasciano a terra facendo perdere tempo all’Avellino, guadagnandone loro, con tanto di cartellini gialli. Ci sarebbe, in questo senso, anche molto da ridire sull’arbitrato del signor Turrini di Firenze, piuttosto in bambola, e probabilmente nella categoria che gli compete. Dopo sei minuti di recupero, finisce la gara tra Avellino ed Anagni, un pareggio che non priva l’Avellino della sua imbattibilità in campionato e del primo posto in classifica.

CONSIDERAZIONI – Una gara giocata né male né bene dall’Avellino, che ha dovuto far fronte ad una squadra che specie nella seconda frazione ha preferito più fare teatro che giocare a calcio. Ancora buona la voglia di reagire dopo lo schiaffo da parte dei Lupi, che trovano il pari con un gol di Sforzini, uomo su cui, alla luce del potenziale infortunio di De Vena, l’Avellino dovrà giocoforza fare massimo affidamento. Qualche errore individuale di troppo da parte dei Lupi, ma la strada è quella giusta. Ora la testa va al Cassino, prossimo avversario di domenica, in quello che sarà il primo match di alta classifica per l’Avellino che affronterà quella che ad oggi è la seconda forza del Girone G di Serie D.