Avellino, tre su tre: battuto l’Anzio per 1-3

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Rullino di marcia finora perfetto in campionato per l’Avellino. Turno infrasettimanale per i Lupi che fanno visita all’Anzio, costretto a sopperire sotto i colpi di due attaccanti di qualità come De Vena (terzo gol per lui con la casacca biancoverde) e Sforzini, che ritorna al gol realizzando addirittura una doppietta. Davvero bene così, forse fin troppo, per la squadra avellinese che può dunque dedicare la vittoria a mister Graziani, proprio come desiderato da Ciotola nella vigilia della gara.

FORMAZIONI – Avellino in campo con il solito 4-4-2; tandem offensivo composto dai navigati Ciotola e Sforzini, Gerbaudo sulla sinistra e Buono in mezzo al campo. Panchina per il capocannoniere De Vena.

Avellino SSD, Anzio, Formazione
Formazione titolare dell’Avellino: un pò di riposo per De Vena, sostituito in avanti da Nando Sforzini

Padroni di casa con un 3-4-1-2 ricco di giocatori offensivi, tra cui spicca la presenza di Artistico, l’uomo di punta tra gli avanti di mister Volpi, tecnico della squadra laziale da appena dieci giorni dopo l’esonero del suo predecessore.

Avellino SSD, Anzio, Formazione
Undici di partenza dell’Anzio: un 3-4-1-2 offensivo che fa affidamento specie su Artistico

PRIMO TEMPO – Gara chiusa e ricca di studio sia da parte dell’Avellino che da parte dei padroni di casa. Una frazione di gioco che ha ben poco da dire se non fosse per qualche azione pericolosa sebbene sporadica. È il caso ad esempio di una bella azione personale di Nicola Ciotola al 15′, con una doppia sterzata che ubriaca il suo marcatore, consentendo al numero 7 irpino di calciare sul primo palo, ben coperto da Rizzaro. Poco dopo ancora Ciotola ciabatta un destro e l’Anzio prova a ripartire, ma il filtrante di Artistico è ben poca cosa per servire il suo compagno. Dalla mezz’ora entra finalmente in partita Sforzini: l’Avellino cerca di appoggiarsi di più su di lui, che gioca meravigliosamente di sponda con i suoi compagni, azionando spesso il cross da parte di Tribuzzi; tuttavia ogni tentativo è in qualche modo sventato dalla difesa laziale.

SECONDO TEMPO – Quando quelli in campo fanno fatica, a fare le fortune di una squadra non può che essere giocoforza la qualità che viene dalla panchina. In questo caso, la qualità viene dalla panca dell’Avellino, che ad inizio ripresa inserisce una scheggia come Tompte ed il bomber De Vena, a riposo per 45′. Cambi e dopo sei minuti svolta nella gara col vantaggio dei Lupi: passaggio di Tribuzzi per De Vena che con un sinistro radente l’erba incrocia sul primo palo battendo Rizzaro. Terzo gol per l’avanti irpino. Gol che fa da viatico per l’apertura della difesa dell’Anzio, che capitola di nuovo all’undicesimo, con il gol di Sforzini, autore di una bella girata in area di rigore; si tratta del ritorno al gol per il Tagliagole. Al 15′ Lagomarsini riconferma il vantaggio parando su un colpo di testa, mentre ancora Sforzini lo triplica su un contropiede condotto magistralmente da De Vena, stavolta in versione assist-man per il più facile dei tap-in per il numero 32 biancoverde. Nell’Anzio entra Ludovisi una cui punizione al 34′ consente ai romani di accorciare, senza impensierire troppo i Lupi che sfiorano il poker con un palo di un imprendibile Tompte.

CONSIDERAZIONI – Buona gara per l’Avellino che trova sempre un escamotage per risolvere la partita, facendo ricorso anche alla panchina, fattore che in un campionato come quello della Serie D è tutt’altro che da sottovalutare. Le altre capoliste lasciano qualcosa per strada in questa giornata, al termine della quale l’Avellino è primo in classifica ed in solitaria, a dimostrazione che non basta solo il nome per poter vincere, perché l’Avellino non ci mette solo quello, e a dirlo non siamo noi giornalisti, non sono i tifosi, è il campo, l’unico giudice insindacabile.